Reddito di cittadinanza 2019: cos’è, a chi spetta, come si ottiene…

Scritto da Omar Cecchelani in Famiglia
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Il reddito di cittadinanza è stato da sempre un punto fermo del programma politico del Movimento 5 Stelle. Rappresenta uno strumento di aiuto sociale quanto mai importante alla luce di una situazione economica italiana e globale sempre appesa ad un filo, con il numero di poveri e famiglie in difficoltà costantemente in aumento.

reddito di cittadinanza

Nonostante se ne parli da anni, e il provvedimento sia ormai diventato una Legge, c’è ancora molta disinformazione con parecchie persone che non sanno, esattamente, cosa sia e come funzioni.

In queste pagine cercheremo di fugare i dubbi principali e fare chiarezza, soprattutto, su chi ne ha diritto, come richiederlo e fino a che somma sia possibile percepire.

Indice:

 

Cos’è il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è un sussidio che il Governo offrirà a tutti i cittadini che si trovino privi di reddito oppure con entrate molto basse sotto la soglia di povertà. È uno strumento che in altri paesi europei prende il nome di reddito base o reddito minimo garantito ma che, indipendentemente dalla sua definizione, si propone di raggiungere il medesimo scopo, ovvero, garantire a tutti i cittadini una vita dignitosa.

Il fine ultimo del reddito di cittadinanza è quello combattere le diseguaglianze sociali,promuovere il diritto all’occupazioneaiutare tutti coloro che sono stati emarginati dal mondo del lavoro, offrendo nuove opportunità di inserimento, formazione e riqualificazione professionale. Sarà anche un sostegno per tutte le famiglie indigenti e chi è costretto a vivere con pensioni minime.

È da diversi anni che si sentiva parlare di reddito di cittadinanza, con il Movimento 5 Stelle che lo ha sempre posto tra i suoi principali obiettivi una volta arrivato al Governo del Paese.

Con il passare del tempo e delle legislature sembrava essersi trasformato in una sorta di miraggio o leggenda metropolitana ma, con l’approvazione della nuova Legge di Bilancio 2019 è, invece, divenuto realtà: il via alle richieste scatterà a partire dal mese di marzo 2019, con i primi pagamenti ad inizio aprile.

 

Come funziona il reddito di cittadinanza e quanto spetta

Il presupposto del reddito di cittadinanza è molto semplice: il Governo ha stabilito, aiutandosi con in dati dell’Istat, che un cittadino non possa vivere dignitosamente con meno di 780 euro al mese. È quindi questa la, cosiddetta,  soglia di povertà che corrisponde, anche, alla massima somma che verrà elargita al singolo richiedente.

Questo comporta che, se un lavoratore o un pensionato, ricevono uno stipendio o una pensione inferiore a 780 euro, potranno avere una cifra integrativa in modo da raggiungere il limite stabilito.

In pratica, l’intero importo verrà versato solo in casi di assenza totale del reddito come per i disoccupati, mentre in tutte le altre situazioni si provvederà ad elargire un sussidio variabile a seconda dei casi fino al raggiungimento della soglia sopra indicata.

Ad esempio, tutti i soggetti con pensione minima di 501,89 euro riceveranno un contributo per portare la somma a 780 euro. Ci sarà anche una sostanziale differenza tra disoccupati in affitto che riceveranno la quota piena fino a 780 euro e chi paga il mutuo che, invece, potrà raggiungere, soltanto, 650 euro.

Per i nuclei familiari ci sono tabelle che indicano, a seconda della composizione, a quanto ammonta il reddito di cittadinanza. Due persone adulte disoccupate potranno ricevere fino a 1.170 euro, mentre una famiglia di 4 persone adulte può arrivare ad un sussidio di 1.950 euro.

 

Come richiedere il reddito di cittadinanza

La domanda per il reddito di cittadinanza può essere presentata, da tutti gli aventi diritto, a partire dal 1° marzo 2019. La richiesta prevede la compilazione di uno specifico modulo e si potrà effettuare per via telematica da uno sportello presente in qualsiasi ufficio postale o presso il CAF (Centro di Assistenza Fiscale). Sarà necessario allegare tutti i documenti richiesti come, per esempio, l’ISEE 2019 o il permesso di soggiorno per gli extracomunitari.

Una volta inoltrata la domanda, spetterà all’INPS verificare il possesso di tutti i requisiti da parte del richiedente ed inviargli a casa l’esito della verifica, sia in caso di accettazione che di rifiuto della domanda.

Nel caso in cui la domanda venga accettata, il beneficiario potrà recarsi alle poste, entro 30 giorni dall’invio della richiesta, per il ritiro della carta di cittadinanza. Si tratta di una tessera elettronica del tutto simile ad un bancomat, su cui il soggetto riceverà il denaro da utilizzare per effettuare i pagamenti.

Entro i successivi 30 giorni, quindi non oltre il 30 maggio, il beneficiario verrà chiamato dall’Agenzia del lavoro privata o dal Centro per l’impiego, in modo da sottoscrivere un patto per il lavoro, di inclusione sociale o di formazione, a seconda della situazione personale.

Nello stesso mese di maggio il soggetto dovrà svolgere 8 ore settimanali di servizi socialmente utili, eccezion fatta per le persone diversamente abili o con figli piccoli.

 

Reddito di cittadinanza: chi ne ha diritto

Stando alle ultime informazioni e aspettando il definitivo decreto attuativo, hanno diritto al reddito di cittadinanza tutti i soggetti di maggiore età con residenza in Italia.

Il Vicepresidente del Consiglio dei ministri Luigi Di Maio ha ribadito come il reddito minimo sarà garantito non solo ai cittadini italiani ma anche agli stranieri purché residenti in Italia da almeno 10 anni che rispettino le caratteristiche reddituali e familiari di seguito esposte.

 

Chi non può richiedere il reddito di cittadinanza

Non hanno diritto e non possono richiedere il reddito di cittadinanza i seguenti soggetti:

  • tutte le persone che si trovano in stato di detenzione e durante tutto il periodo della condanna;
  • tutti i cittadini di un Paese membro dell’Unione Europea ma che non possono vantare almeno 10 anni di residenza in Italia e che abbiano precedenti penali;
  • tutti coloro con cittadinanza in Paesi che hanno sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale e non risiedono in Italia da almeno 10 anni;
  • coloro che hanno acquistato un’auto immatricolata 6 mesi prima della domanda oppure di grossa cilindrata (superiore ai 1600 cc). Non hanno diritto alla sovvenzione nemmeno i soggetti che hanno comprato una moto sopra i 250 cc o una barca;
  • cittadini che hanno un reddito ISEE superiore ai limiti stabiliti dalla legge;
  • soggetti che posseggono un patrimonio mobiliare o immobiliare oltre i limiti permessi dalla normativa.

 

Reddito di cittadinanza: requisiti e ISEE

Per richiedere, e vedere accolta, la domanda per il reddito di cittadinanza è necessario che il futuro beneficiario possegga determinati requisiti:

  • avere compiuto la maggiore età;
  • essere residenti in Italia da almeno 10 anni al momento della domanda;
  • essere senza lavoro nella condizione di inoccupato o disoccupato;
  • avere un reddito da lavoro ma sotto la soglia di povertà stabilità dal Governo in 780 euro al mese;
  • aver perso il lavoro in seguito a licenziamento o chiusura dell’azienda e non per dimissioni volontarie;
  • avere una pensione inferiore alla soglia di povertà di 780 euro;
  • per gli stranieri è necessario possedere la cittadinanza italiana da almeno 10 anni, con regolare permesso di soggiorno CE e senza avere precedenti penali;
  • per i titolarti di assegno di disoccupazione, la somma del reddito di cittadinanza sarà detratta dall’importo del sussidio;
  • per i possessori di seconda casa, il reddito immobiliare non deve essere superiore a 30mila euro;

 

Per tutti i soggetti di età compresa tra i 18 e 25 anni, è inoltre richiesto il possesso di una delle seguenti qualifiche:

  • diploma professionale;
  • diploma di istruzione secondaria di secondo grado;
  • frequenza di un corso di istruzione o formazione.

Altro fondamentale requisito riguarda il limite di reddito ISEE, ed in particolare:

  • il reddito ISEE base deve essere inferiore a 9.360 euro; ovviamente tale valore è certificato attraverso l’opportuna dichiarazione presentata tramite il CAF (centro assistenza fiscale) o il proprio commercialista;
  • Il reddito familiare deve essere inferiore o uguale a 6.000 euro per chi vive da solo, con l’aumento di 2400 euro per presenza di figli maggiorenni e di 1.200 euro per quella di figli minorenni. Il limite massimo è di 12.600 euro;
  • Per chi possiede una casa di proprietà, il sussidio scende da 780 a 500 euro. Il limite di reddito immobiliare è di 6mila euro, salendo a 10mila euro se il nucleo familiare è composta da 3 persone. Vengono aggiunti ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo e 5mila euro per ogni componente diversamente abile.

 

Come mantenere il reddito di cittadinanza

Una delle preoccupazioni sottolineate più volte dai vari detrattori del reddito di cittadinanza, riguarda il possibile disincentivo al lavoro: ricevere del denaro senza essere obbligati a lavorare potrebbe sembrare un regalo che di certo non sollecita a cercare un’occupazione.

In realtà non è proprio così: l’aiuto, oltre ad essere temporaneo (massimo 3 anni), il reddito di cittadinanza costringe, fin da subito, il beneficiario a numerosi obblighi da sostenere, pena la perdita del sussidio.

Per mantenere nel tempo il reddito di cittadinanza ci sono precise regole da rispettare:

  • iscrizione obbligatoria al centro per l’impiego con immediata disponibilità per un eventuale lavoro;
  • inizio di un percorso di ricerca occupazionale che richieda almeno 2 ore al giorno;
  • offrire massima disponibilità per progetti comunali di pubblica utilità (massimo 8 ore settimanali);
  • frequentazione di corsi per la formazione e la riqualifica professionale;
  • comunicazione tempestiva di eventuali variazioni del reddito;
  • accettazione di, almeno, una delle prime tre offerte congrue di lavoro ricevute;
  • il soggetto con impiego o reimpiego non può recedere per più di due volte da un contratto di lavoro senza giusta causa nell’arco di un anno solare;

Nel caso in cui il beneficiario riceva delle richieste di lavoro, ci sono altri aspetti da evidenziare. Per chi percepisce il reddito di cittadinanza da soli 6 mesi, la prima offerta congrua deve essere entro i 100 km di distanza dalla residenza.

Tale limite sale a 250 chilometri se il sussidio viene percepito da almeno 12 mesi. Per chi invece gode del contributo da oltre un anno e non ha ancora ricevuto nessuna richiesta, la prima offerta di lavoro congrua può arrivare entro i 250 km dalla residenza. In ogni caso, la terza proposta di lavoro potrebbe  arrivare anche da oltre 250 km.

Le regole sono decisamente ferree per scoraggiare eventuali furbetti e raggiungere il principale scopo che si prefigge il reddito di cittadinanza: dare un’occupazione a chi è stato da troppo tempo estromesso dal mondo del lavoro.

La durata dell’aiuto è limitata a 3 anni suddivisi in 18 mesi più altri eventuali 18 mesi con stop di un mese. Il mancato rispetto di uno degli obblighi  sopraelencati, porta all’immediata sospensione e perdita del sussidio.

 

Come funziona il reddito di cittadinanza su bancomat

Il Governo ha scelto come metodo per accreditare la somma prevista, il pagamento elettronico tramite carta bancomat (chiamata carta di cittadinanza). Una soluzione che permette di facilitare le operazioni di verifica per tracciare in modo rapido le spese effettuate, controllare il saldo, e accertare eventuali violazioni che causerebbero il blocco immediato del sussidio.

Oltre all’accredito su carta bancomat, diventerà ben presto operativa la App “reddito di cittadinanza” che sarà possibile scaricare all’indirizzo https/io.italia.it per poter pagare l’affitto attraverso un bonifico.

 

Reddito di cittadinanza: coperture e perplessità

Fin da quando si è iniziato a parlare di reddito di cittadinanza, i vari schieramenti politici hanno preso posizioni diverse. Ora che la “pazza idea” del Movimento 5 Stelle si è trasformata in una Legge dello Stato, le perplessità non si sono ancora dissipate.

In Italia, come consuetudine, l’opposizione di fronte a qualsiasi proposta del Governo si mostra restia e contraria a prescindere. In questo caso le perplessità sono più che giustificate e riguardano, da sempre, principalmente le coperture.

In poche parole, da dove arrivano le risorse economiche per finanziare il reddito di cittadinanza?

Il nostro paese non naviga certamente nell’oro, il debito pubblico ha raggiunto ormai cifre stellari e far quadrare i conti con le severe richieste dell’Unione Europea è quasi impossibile. Un contesto decisamente delicato in cui introdurre un aiuto sociale di tale portata che riguarderà quasi 5 milioni di cittadini e un esborso compreso tra 15 e 20 miliardi di euro.

Il Movimento 5 Stelle ha assicurato che le risorse ci sono, che il denaro verrà raccolto, senza aumentare o introdurre nuove tasse, attingendo dal gioco d’azzardo, banche, compagnie petrolifere, limitando i finanziamenti ai giornali e tagliando i costi della politica.

La situazione è tuttavia ancora nebulosa viste le recenti dichiarazioni del coordinatore della Consulta nazionale del CAF che ha affermato di non avere, ad oggi, stabilito una convenzione con l’INPS e di attendere le relative coperture finanziarie per sostenere l’assunzione di nuovo personale e le spese necessarie per le operazioni di ricezione e invio delle domande.

Chi vivrà vedrà…

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