Cosa sono i redditi fondiari?

I redditi fondiari sono quei redditi che derivano dalla proprietà di terreni e fabbricati. Più precisamente sono quelli inerenti a terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato e che sono o devono essere iscritti, con attribuzione di rendita, nel catasto dei terreni o nel catasto urbano.

Questa tipologia reddituale è stata creata con la finalità di tassare la semplice proprietà sugli immobili (terreni e fabbricati). Non importa ai fini delle imposte sui redditi che i suddetti immobili producano o meno un reddito, nel senso che verranno tassati per il fatto stesso di essere nelle disponibilità del contribuente.

Perciò, anche un fabbricato non dato in locazione, quindi che non produce alcun reddito diretto in quanto a disposizione del proprietario, attraverso il reddito fondiario verrà “colpito” come espressione di un vantaggio economico indiretto che può portare al proprietario stesso.

Redditi fondiari

A tal proposito è stato introdotto il “reddito ordinario medio” derivante da una valutazione standard di terreni e fabbricati che viene chiamata, nello specifico, “rendita catastale” per i fabbricati e “reddito dominicale” o “reddito agricolo” per i terreni. In pratica, per ogni immobile è stato ricavato un valore individuato attraverso l’analisi di alcuni parametri che indica il reddito ordinario annuale dell’immobile stesso.

Riguardo i fabbricati, ad esempio, per la determinazione della rendita catastale (ovvero il reddito derivante dal fabbricato) assume particolare rilevanza la zona in cui lo stesso fabbricato si trova che, insieme alla categoria catastale di appartenenza, varia a seconda della tipologia del fabbricato, e alla classe catastale. Tali valori determinano un tariffa che moltiplicata per i metri quadri dell’unità immobiliare da come valore la suddetta rendita catastale.

Le categorie catastali sono le seguenti:

  • A: abitazioni e uffici;
  • B: edifici ad uso collettivo (scuole, caserme);
  • C: edifici commerciali (magazzini, laboratori, negozi)
  • D: edifici industriali;
  • E: edifici speciali.

Riguardo i fabbricati dunque, la rendita catastale corrisponde al “reddito medio ordinario” calcolato in base ai parametri sopra descritti e di conseguenza viene tassato come un vero e proprio reddito in capo al proprietario dello stesso.

Dalla tassazione viene esclusa l’abitazione principale insieme alle sue pertinenze, mentre riguardo le unità immobiliari lasciate a disposizione dal proprietario, la rendita catastale verrà maggiorata di 1/3 per calcolarne la tassazione in capo al contribuente.

Per quanto riguarda invece, quegli immobili che invece producono direttamente un reddito, ovvero quello che sono concessi in locazione a terzi, a livello fiscale verrà tassato il reddito prodotto dalla locazione abbattuto di un 15% forfettari, sempre che l’importo della locazione annuale percepito sia maggiore della rendita catastale.

Per quanto riguarda invece i terreni sono stati creati due valori distinti:

  • il reddito dominicale;
  • il reddito agrario;

Il primo valore tiene conto del valore della terra al suo stato naturale e dei capitali investiti per migliorarla, mentre il secondo è determinato tenendo conto del capitale di esercizio investito nello stesso e del lavoro prestato su di esso.

Il reddito dominicale è il reddito che viene quindi dichiarato ai fini Irpef dal proprietario del terreno, mentre il reddito agrario è quello che deve essere dichiarato da chi svolge un’attività agraria sul terreno stesso.

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