Come pagare meno tasse sulla seconda casa

Esiste, nell’immaginario comune, la tendenza a credere che chi possiede una seconda casa, possa essere in qualche modo un benestante, una persona ricca e senza il problema di mettere insieme il pranzo con la cena come molti in questo periodo.

Purtroppo, però, “non è tutto oro quello che luccica” e, molte volte, possedere una seconda casa in montagna o al mare, non è certamente sinonimo di ricchezza ma spesso può diventare un vero fardello da portarsi dietro, con tutto quel che ne concerne.

Un costo economico, quello della seconda casa, che per molti è davvero insostenibile, specie quando la seconda casa arriva in modo inaspettato, magari frutto di una eredità improvvisa, magari quando si sono già assunti altri impegni economici e non vi è alcuna necessità di avere un bilocale in montagna.

Tasse sulla seconda casa

La seconda casa rappresenta, infatti, una spesa fiscale in più, tra: imposte di registro, bollette, Imu, Tasi, e IRPEF, da non sottovalutare per evitare di incappare in situazioni di deficit ed essere poi costretti ad incorrere in sanzioni salatissime in caso di ritardo nei pagamenti delle imposte a debito.

Anche perché, come ho già detto, non sempre chi ha una seconda casa è ricco, anzi spesso non ha nemmeno un lavoro oppure non guadagna più come prima che arrivasse la crisi.

Per prima cosa, se la seconda casa proviene da una eredità, sarai costretto a pagare una imposta di registro del 9% sul valore catastale dell’immobile a cui sarai costretto ad aggiungere, ogni anno, Imu, Tasi e Irpef.

È un po’ il paradosso dello Stato Italiano in cui le persone lavorano una vita, facendo dei sacrifici per comprare una casa e poi, la stessa, diventa fonte di spese, tasse e imposte che mettono a dura prova i proprietari.

In questo modo, anche chi è senza reddito, diventando proprietario di un immobile, specie se trattasi di seconda casa, diventerebbe titolare di un reddito da fabbricato di qualche migliaia di euro l’anno per il solo fatto di essere possessore di una o più case.

La soluzione più semplice ed immediata sembra essere quella di vendere gli immobili per evitarsi questi esborsi in più, ma, è altresì vero che in un periodo come questo, vendere casa è davvero sconveniente e, se non è proprio necessario, sarebbe meglio evitare, vista la depressione cronica del mercato immobiliare. Tanto meglio, sarebbe, aspettare tempi migliori ed evitare di veder sfumare gran parte del proprio patrimonio.

E allora, specie nel caso di seconde case, come poter fare per limitare i danni di una tassazione troppo elevata?

Di seguito un elenco di soluzioni più o meno valide per rispondere correttamente a questo quesito:

1. intestare o regalare la seconda casa ad un parente: è un trucco piuttosto in voga per evitare di pagare tasse elevate sulla seconda casa. Laddove è possibile intestare l’immobile ad un parente o amico che non sia ancora proprietario di altri immobili, si riesce facilmente a raggirare il fatto di avere tutte le imposte calcolate sulla seconda casa, trasformando anche essa, a livello fiscale, in una prima casa con tutte le facilitazioni e detrazioni relative. L’unica pecca di questa soluzione è che il nuovo intestatario dell’immobile godrà di tutti i diritti sull’immobile stesso e potrà quindi anche decidere di rivenderlo a sua volta, affittarlo, o addirittura abbatterlo senza nulla dover chiedere a nessuno. Per cui è necessario che il nuovo intestatario sia persona di piena fiducia se non addirittura un figlio o parente stretto.

2. Affittare la seconda casa: riuscendo a trovare una persona che possa prendere in affitto la seconda casa,  come primo vantaggio, si recupera qualcosa dal fisco già solo per il fatto di non lasciare l’immobile sfitto, ma, la cosa più importante, sarebbe quella di crearsi un’entrata fissa ogni mese. Optando per la cedolare secca, oltretutto, sarà possibile limitare i danni di un eventuale cumulo di redditi assoggettabili all’Irpef evitando il rischio di pagare la totalità delle tasse ad un’aliquota più alta, pagando un’impostazione sostitutiva ridotta tra il 10 e il 21%.

3. Trasformare la seconda casa in unità collabente: ovvero, rendere l’immobile, tutto o in parte, non abitabile rendendo necessaria, per riacquisire l’abitabilità, l’esecuzione di grandi lavori di ristrutturazione. Rendere non abitabile parte dell’immobile aiuterà a diminuire notevolmente i metri quadrati della rendita immobiliare e di conseguenza tutte le tasse legate ad essi. È comunque utile sottolineare che, riaccatastare un immobile non è un operazione così semplice e scontata, in particolare perché in parecchi comuni, i metri quadrati vengono comunque considerati e al limite esiste una riduzione dell’aliquota per quelli non abitabili.

4. Rendere la seconda casa inagibile: altra soluzione estrema che si basa sul fatto che, rendere un’abitazione inagibile, significa dire addio a tutte le tasse ad essa relative. Parliamo di case vecchie o la cui costruzione non è ancora terminata. Sono immobili che, oltre a non avere gli allacciamenti alle utenze come acqua, corrente e gas, necessitano di ulteriori lavori indispensabili per poter essere abitate come ad esempio il montaggio degli infissi.

5. Se coniugato, procedere alla separazione dei coniugi e delle residenze: le cosiddette “finte separazioni” sono un espediente assai comune che comporta il fatto che i coniugi vadano a vivere in due case differenti ognuna però intestata come prima casa ad uno dei due. Nella realtà però, la coppia continuerà a vivere in una delle due case, facendo finta di separarsi solo per avere le agevolazioni sulla prima casa, sia da un punto di vista fiscale, che relativamente alle utenze con le tariffe agevolate per la prima casa.

6. Demolire la casa: la più estrema delle soluzioni ma non propriamente così rara, infatti, specie per case vecchie e da ristrutturare completamente, case di campagna abbandonate a loro stesse, o case disabitate da anni, l’abbattimento è l’unica soluzione per evitare di pagare tasse su queste abitazioni, spesso irrecuperabili. Sembra impossibile, ma su queste case, che sono da considerarsi al pari di un vecchio rudere, stando al nostro ordinamento, sarebbe obbligatorio versare tutte le tasse in base alla metratura dell’immobile stesso così come se fossero abitazioni in buona salute. Abbatterle significa risparmiare migliaia di euro ogni anno.

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