Congedo paternità: cos’è e come richiederlo all’INPS

Scritto da Omar Cecchelani in Famiglia
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Anche per quest’anno e per quello a venire, la normativa italiana prevede un’agevolazione per il padre lavoratore dipendente che ha avuto un figlio oppure nel caso di adozione o affido: si tratta del cosiddetto congedo paternità o congedo papà.

Congedo paternità

Non tutti, infatti, sono a conoscenza di cosa preveda esattamente la legge e quali siano gli effettivi benefici di cui può godere il novello genitore.

Di seguito andremo ad analizzare in cosa consiste, chi ne ha diritto, quando spetta, a chi e come far domanda per ottenere il congedo papà dell’INPS.

Indice:

 

Cos’è il congedo papà

È la legge n.92 del 28 giugno 2012 che ha istituito il congedo obbligatorio e facoltativo a favore del padre lavoratore dipendente. Tale agevolazione è in parte alternativa al congedo di maternità spettante alla madre. Il congedo papà è fruibile anche da un padre adottivo e affidatario purché la richiesta avvenga entro 5 mesi dalla nascita del figlio.

La normativa, nel corso degli anni, ha subito svariate modifiche con l’intento di ampliare i diritti del padre e consentigli di avere più tempo da dedicare al figlio nei suoi primi giorni di vita.

Fino al 2015 i papà potevano usufruire di un unico giorno di congedo obbligatorio. A questi potevano aggiungersene altri 2 di congedo facoltativo ma, in alternativa a quello di maternità della madre, e sempre facendo richiesta entro i primi 5 mesi di vita del bambino.

Per gli anni 2016 e 2017 la Legge di Stabilità ha introdotto delle importanti modifiche portando il congedo obbligatorio per il padre a 2 giorni e lasciando invariato quello facoltativo sempre subordinato a quello di maternità della madre e con i medesimi limiti temporali.

Per il 2018 al padre spettano in totale 4 giorni con la possibilità di richiedere un ulteriore giorno  in caso di rinuncia da parte della madre. Con la nuova Legge di Stabilità, a partire dal 2019, i giorni di congedo per paternità diventeranno 5, mantenendo la possibilità di assentarsi dal lavoro per un ulteriore giorno in sostituzione della madre.

Naturalmente queste sono le intenzioni che dovrebbero essere confermate soltanto in seguito all’approvazione della Legge di Bilancio per il 2019.

 

A chi è rivolto il congedo paternità

Possono usufruire di questa agevolazione solamente i padri lavoratori dipendenti che anche adottivi e affidatari. In questi casi è necessario che l’adozione o l’affidamento siano avvenuti a partire dal 1° gennaio 2013.

È bene sottolineare che per i padri che lavorano come dipendenti di amministrazioni pubbliche, non esiste una normativa al riguardo. Spetterà al Ministro per la pubblica amministrazione approvare una legge in merito, individuando e definendo ambiti, modalità e termini di armonizzazione della disciplina.

 

Come funziona il congedo papà

Per quanto riguarda il congedo obbligatorio, è fruibile dal padre lavoratore dipendente entro 5 mesi dalla nascita del bambino. Nel caso in cui il soggetto sia adottivo o affidatario vale la data di ingresso nella famiglia. Tale lasso di tempo rientra nel periodo del congedo di maternità concesso alla madre lavoratrice ma può anche essere successivo, l’importante è il rispetto del limite temporale di cui sopra.

Il congedo obbligatorio è un diritto acquisito dal padre completamente autonomo, perciò indipendente da quello della madre. Di conseguenza, al papà lavoratore dipendente spettano:

  • 2 giorni di congedo obbligatorio, anche non consecutivi, per gli eventi riguardanti la nascita, l’adozione e l’affidamento purché avvenuti fino al 31 dicembre 2017;
  • 4 giorni di congedo obbligatorio da godere anche non in maniera consecutiva per gli avvenimenti riguardanti nascita, adozione o affido avvenuti a partire dal 1° gennaio 2018 fino a 31 dicembre 2018.

Il congedo facoltativo del padre, a differenza di quello obbligatorio, non è un diritto autonomo ma è subordinato alla scelta della madre di non godere di altrettanti giorni di congedo maternità. Di conseguenza, le eventuali giornate fruite dal padre, di fatto, anticipano la fine del congedo maternità della madre. Al padre spetta 1 giorno in più da utilizzare, ma alternativamente alla madre in astensione obbligatoria.

Il congedo facoltativo può essere goduto anche in contemporaneità all’astensione della madre e deve sempre avvenire entro i primi 5 mesi dalla nascita del bambino o dalla data di ingresso in famiglia  in caso di adozione o affidamento. Il congedo facoltativo è un diritto acquisito anche se la madre rinuncia al congedo di maternità.

È importante sottolineare come l’INPS abbia chiarito più volte circa la fruizione dei giorni di congedo: non possono essere frazionati in ore, il lavoratore deve assentarsi per l’intera giornata lavorativa.

 

Quanto spetta

Al padre lavoratore dipendente spetta un’indennità giornaliera del 100% della sua retribuzione. Tale pagamento riguarda tutti i 4 giorni di congedo obbligatorio e in più l’eventuale giorno di congedo facoltativo.

L’indennità è totalmente a carico dell’INPS ma, nella maggior parte dei casi, è il datore di lavoro che anticipa la somma dovuta in busta paga. Successivamente l’importo verrà recuperato dall’impresa attraverso il conguaglio con i contributi da versare ogni mese all’ente previdenziale.

 

Come richiedere il congedo paternità

La domanda per usufruire dei giorni del congedo papà deve essere consegnata al datore di lavoro con un preavviso di almeno 15 giorni. Se la richiesta riguarda l’evento del parto, il preavviso viene calcolato in base alla presunta data di nascita.

La modalità con cui effettuare la domanda varia a seconda se il lavoratore riceverà l’indennità a conguaglio da parte del datore di lavoro oppure direttamente dall’INPS. Nel primo caso, per poter godere dei giorni di congedo, il lavoratore dovrà comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date in cui ha intenzione di fruire dell’agevolazione.

Se il pagamento verrà effettuato direttamente dall’INPS, il lavoratore dovrà invece presentare una domanda online all’ente previdenziale visitando l’apposita sezione nel portale e utilizzando il servizio dedicato. È necessario avere l’account attivo e disporre del PIN personale.

Una volta raggiunta la relativa sezione si dispone di una serie di opzioni in base alla voce scelta dal menu e precisamente:

  • informazioni: è una pagina in cui trovare la descrizione delle prestazioni previste in base alla categoria del lavoratore.
  • manuali: in base alla categoria di appartenenza è possibile scaricare e consultare la documentazione per la funzionalità di acquisizione della domanda.
  • acquisizione domanda: sempre basandosi sulla categoria di appartenenza del lavoratore è possibile compilare il modulo e inviare la richiesta.
  • annullamento domande: è la funzione che permette di annullare la richiesta inserita.
  • consultazione domande: è la funzione che permette di consultare la richiesta inviata all’INPS.

Coloro che non possono usufruire dei servizi online dell’INPS, in alternativa, possono fare domanda nei seguenti modi:

  • Contact center: chiamando un operatore al numero telefonico gratuito da rete fissa 803 164. Da rete mobile si può contattare il numero 06 164 164 con costi che dipendono dalla tariffa del proprio operatore telefonico;
  • Enti di Patronato e intermediari dell’istituto: si possono sfruttare i servizi telematici messi a disposizione da tali soggetti.

 

Conclusioni

La nascita di un bambino è un evento eccezionale per la vita di una coppia e certo porta a grossi sconvolgimenti. A maggior ragione se entrambi i genitori sono lavoratori dipendenti che devono rispettare determinati orari e non sempre possono dirsi liberi di impiegare il loro tempo come vogliono.

Se la mamma può godere del congedo maternità anche il padre, seppur in forma minore, potrà, attraverso questa misura, avere a disposizione alcuni giorni per assistere al lieto evento e per aiutare la consorte.

La legge che norma tale diritto del padre è relativamente giovane e nel corso degli ultimi anni è stata modificata con l’intenzione di dare all’uomo più possibilità di stare vicino a tempo pieno alla sua famiglia nei primi giorni di vita del figlio e sembra evolversi in questa direzione… Vita meno dura per noi uomini insomma… Almeno per chi è lavoratore dipendente… Ahimé…

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