Meglio la deduzione o la detrazione: significato e differenze tra le due agevolazioni

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Tra le innumerevoli possibilità che l’erario italiano concede al contribuente di poter ridurre il proprio carico fiscale, una posizione di rilievo merita il sistema delle deduzioni e delle detrazioni.

Si tratta di agevolazioni che hanno come medesimo scopo quello di consentire al contribuente di pagare meno tasse attraverso oneri deducibili da una parte e spese detraibili dall’altra.

Per il contribuente è fondamentale conoscere i meccanismi con cui si applicano questi sgravi fiscali, le loro sostanziali differenze ma, soprattutto, quali sono le principali deduzioni e detrazioni che possono essere inserite nella dichiarazione dei redditi.

E’ fondamentale apprendere questi concetti perchè proprio laddove il Fisco ci offre la possibilità di risparmiare è bene saper cogliere tutte le opportunità disponibili. Di seguito andremo ad analizzare nel dettaglio le caratteristiche di queste due agevolazioni in modo da fugare qualsiasi dubbio a riguardo.

Indice:

 

Cosa si intende per deduzione e detrazione?

Entrambe sono agevolazioni fiscali che il contribuente può sfruttare per alleggerire la pressione tributaria. Spesso, però, i due termini vengono utilizzati come sinonimi, quando in realtà hanno definizioni differenti e soprattutto agiscono con diverse modalità.

La confusione deriva dal fatto che concretamente in entrambe le situazioni il dichiarante otterrà una riduzione dell’imposta da versare, ma a conti fatti deduzione e detrazione non sono affatto la stessa cosa e, visti gli effetti pratici che comportano, è molto importante sapere perfettamente quale sia la precisa differenza.

La legge italiana offre al cittadino la possibilità di ottenere degli sconti scaricando direttamente dalla dichiarazione dei redditi le cifre calcolate tramite modello 730 o Redditi (Ex Unico). Tali somme dipendono da vari fattori tra i quali: la tipologia del contribuente, il reddito, le spese sostenute dal dichiarante o dai familiari a suo carico, ecc. Tutte queste agevolazioni sono suddivise in due grandi categorie che sono: deduzioni e detrazioni.

  • Le deduzioni fiscali sono spese sostenute dal contribuente nel periodo di imposta che possono essere sottrarre direttamente dal reddito prima lo stesso che venga sottoposto a tassazione. In questo modo il contribuente ha la possibilità di poter ridurre la base imponibile e di conseguenza abbassare l’aliquota per il calcolo dell’imposta dovuta.
  • La detrazione fiscale comporta sempre una sottrazione delle spese sostenute dal contribuente nel periodo di imposta, che però avviene direttamente dalle tasse da versare all’erario. In questo caso il contribuente non avrà uno sgravio direttamente dal reddito  dichiarato che sarà sottoposto alla tassazione secondo le aliquote previste dalla legge.

 

Deduzioni e detrazioni fiscali: qual è la differenza?

Come abbiamo visto sia le deduzioni che le detrazioni fiscali producono un alleggerimento delle tasse ma non sono concetti che si possono sovrapporre. Conoscere la differenza tra le due tipologie di agevolazioni prevista dal TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) è importante, più che dal punto di vista teorico, per le eventuali ripercussioni che possono nascere nella pratica.

In linea di massima, le deduzioni fiscali, rispetto alle detrazioni, tendono ad avvantaggiare i redditi alti.

Il motivo è abbastanza ovvio visto che gli oneri deducibili, andando ad agire direttamente sulla base imponibile, praticano una riduzione del reddito dichiarato e quindi delle tasse dovute.

Per esempio, se analizziamo l’IRPEF, sappiamo tutti che trattasi di imposta progressiva, che cresce all’aumentare del reddito imponibile, sulla base di precisi scaglioni predeterminati.

Ridurre il reddito imponibile significa scendere di uno scaglione e, di conseguenza, abbassare anche la percentuale per il calcolo dell’imposta dovuta.

Per quel che riguarda le detrazioni, invece, la base imponibile non diminuisce e lo “sconto fiscale” viene detratto direttamente dalla tassa da versare calcolata precedentemente sull’intero reddito imponibile dichiarato.

 

Esempio pratico per capire la differenza tra deduzione e detrazione

Per comprendere più semplicemente la differenza tra deduzione e detrazione è sufficiente fare un esempio pratico.

Consideriamo un soggetto con un reddito lordo dichiarato di 30mila euro. Secondo gli attuali scaglioni IRPEF rientrerebbe nella fascia compresa tra i 28.001 e 55mila euro con un’aliquota del 38%.

In questo caso la legge prevede una tassazione di 6.960 euro più il 38% sul reddito che supera i 28mila euro. Immaginiamo che tale soggetto possa dedurre una cifra di 5mila euro. La sua base imponibile scenderebbe da 30mila a 25mila euro.

La diretta conseguenza, è il passaggio a uno scaglione inferiore e più precisamene a quello con reddito compreso tra 15.001 fino a 28mila euro. La tassazione prevista si ridurrebbe a 3.450 euro più un’aliquota del 27% sul reddito che supera i 15mila euro. In questo specifico caso il contribuente ottiene un risparmio passando ad uno scaglione di tassazione più basso. In linea di massima ogni qual volta si riduce la base imponibile diminuiscono direttamente anche le tasse da pagare.

Con lo stesso reddito lordo dichiarato (30mila euro), immaginiamo che il soggetto non abbia alcun onere deducibile ma possa invece sottrarre spese detraibili per una cifra di 5mila euro dalle imposte a debito. In questo caso la base imponibile, per il calcolo dell’IRPEF, non subirà variazioni e resterà di 30mila euro. Su questo valore verrà calcolata l’imposta secondo lo scaglione di appartenenza. La detrazione verrà applicata successivamente sottraendo le spese detraibili dalle tasse dovute.

REDDITO LORDODETRAZIONEDEDUZIONEREDDITO IMPONIBILEIMPOSTA LORDAIMPOSTA NETTA
30.000 €
5.000 €
30.000 €
7.720 €
2.220 €
30.000 €
5.000 €
25.000 €
7.720 €
6.150 €

 

Quali sono le principali deduzioni e detrazioni da inserire nella dichiarazione

Una chiarita la differenza tra deduzioni e detrazioni, e il loro meccanismo per il calcolo degli eventuali sgravi tributari, un altro fondamentale aspetto da conoscere è quello di stabilire quali siano precisamente gli oneri deducibili e le spese detraibili. Insomma, per dirla da italiano uomo della strada:

cosa è possibile scaricare?”

L’elenco più lungo riguarda le spese detraibili che possono essere suddivise in due categorie:

  • sostenuti dal contribuente o per familiari a carico;
  • sostenuti nell’interesse del contribuente.

Tra le spese detraibili dall’IRPEF troviamo:

  • Spese mediche per l’assistenza ai disabili;
  • Assegni periodici corrisposti al coniuge o ad altri soggetti;
  • Contributi previdenziali e assistenziali versati per voi e per badanti, colf, donne di servizio, baby sitter e assimilate limitatamente alla parte effettivamente rimasta a vostro carico;
  • Contributi versati ai fondi di previdenza complementare;
  • Contributi o erogazioni liberali erogati a ONG, ONLUS, associazioni senza scopo di lucro, enti di ricerca, scuole ed università con finalità scientifica o religiosa;
  • spese per l’adozione internazionale di bambini.

 

Poi possiamo contare anche sulle detrazioni di imposta che sono le seguenti:

  • Interessi sul mutuo abitazione principale, mutui agrari
  • Spese per l’intermediazione immobiliare o provvigioni
  • Canoni di locazione dell’abitazione principale
  • Ristrutturazioni edilizie ed il risparmio energetico o misure antisismiche
  • Impianti di sicurezza
  • Spese per figli o coniuge a carico
  • A Redditi di pensione, lavoro dipendente o di lavoro autonomo
  • In presenza di famiglie numerose
  • Spese per premi assicurativi su alcune tipologie di assicurazioni
  • Per spese mediche e sanitarie comprese quelle per portato di handicap e disabili e anche quelle veterinarie
  • Spese scolastiche
  • Spese per attività sportive dei figli
  • Erogazioni liberali
  • Spese per studenti fuori sede
  • spese per badanti
  • Spese funebri
  • Spese per il trasporto pubblico (dal 2018)
  • Spese per Acquisto strumento Musicale (dal 2017)

 

Un’altra detrazione riguarda gli ecobonus previsti dalla legge. Sono detrazioni fino al 65% della spesa sostenuta e vi rientrano:

  • spese per la riqualificazione energetica di stabili esistenti con un tetto massimo di 181.818,18 euro (da intendersi per ogni singola unità immobiliare).
  • Spese per l’installazione di impianti con pannelli fotovoltaici. In questo caso il tetto massimo per ogni unità abitativa è stabilito in 109.090,91 euro.
  • Spese per la sostituzione di impianti di climatizzazione che comprendono sia condizionatori che caldaie (in questi casi la detrazione potrebbe oscillare tra il 50 e il 65% a seconda del tipo di caldaia installata o del climatizzatore scelto).

 

Anche per gli oneri deducibili l’elenco è molto lungo. Ecco alcuni esempi di quelli che possiamo ritenere tra i più importanti e frequenti:

  • Ticket del servizio Sanitario Nazionale;
  • Spese sanitarie per disabili. Sono interamente deducibili dal reddito e riguardano gli oneri sostenuti per il personale infermieristico, operatori assistenziali, educatori professionali e addetti alle attività di animazione e terapia occupazionale;
  • Spese per assistenza e ricovero disabili. In questo caso non si può dedurre l’intera retta ma solo le spese mediche e paramediche di assistenza. Inoltre gli oneri sostenuti devono essere chiaramente indicati nella documentazione rilasciata dall’istituto;
  • Contributi previdenziali che sono stati versati all’INPS oppure alle casse professionali di appartenenza. I limiti deducibili riguardano i contributi versati alle forme di previdenza complementare collettiva (fondi pensione) e individuale (assicurazione vita) con un tetto massimo di 5.164,57. Rientrano in questo limite anche i contributi a favore di soggetti fiscalmente a carico e con reddito insufficiente per consentire la deduzione.
  • Contributi versati a favore di badanti e colf (tetto massimo di 1.549,37 per la parte a carico del datore di lavoro);
  • Assegni periodici per il mantenimento del coniuge in caso di separazione o divorzio. Non sono deducibili dal reddito gli assegni per il mantenimento di eventuali figli;
  • Erogazione a favore di istituti religioni, Onlus, università, istituti di ricerca e ad organizzazioni non governative.

 

Deduzioni e detrazioni: opportunità da non lasciarsi sfuggire

Sappiamo bene come il fisco italiano sia tra i più opprimenti al mondo con livelli di imposizione tributaria spesso soffocanti. Le opportunità che vengono lasciate al contribuente, di poter alleggerire la pressione fiscale, si contano sulle dita di una mano. Perciò, quando c’è l’occasione, è bene non lasciarsela sfuggire.

Abbiamo visto come le detrazioni e le deduzioni fiscali offrano buone opportunità di risparmio che in troppi sprecano per ignoranza, superficialità o disordine. Considerando l’elenco chilometrico delle spese detraibili e degli oneri deducibili, è buona cosa avere il giusto livello di conoscenza per sapere ciò che si può scaricare ottenendo uno sconto sulle tasse.

Dal punto di vista pratico, per avere diritto a tali agevolazioni, serve presentare l’adeguata documentazione che certifichi le spese effettuate perciò è fondamentale essere ordinati e precisi:

  • Richiedere SEMPRE la fattura delle spese che possono essere scaricate;
  • Conservarle in un luogo sicuro e in modo ordinato;
  • Consegnarle al proprio commercialista tra la documentazione per la compilazione della dichiarazione dei redditi.

E’ una vera follia non approfittare di talune importanti agevolazioni fiscali, solo perché non si sapeva di averne diritto o o ancor peggio per aver smarrito o conservato senza alcuna cura la documentazione relativa che potrebbe valere migliaia di euro.

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