Come pagare meno IRPEF legalmente e senza trucchi

Prima di iniziare con la lettura di questo articolo, mi permetto di consigliarti di scaricare gratuitamente la mia guida "25 Idee per rendere vincente la tua impresa" che ho preparato per aiutarti a gestire al meglio la tua attività, da un punto di vista fiscale e gestionale.
 

Tra le parole più odiate dai cittadini italiani, imprenditori e non, c’è sicuramente IRPEF, una delle imposte più antipatiche perchè colpisce tutti i lavoratori in proporzione al loro reddito. Le tasse, esistono fin dall’antichità, e sono indispensabili per far funzionare la società, garantire i servizi pubblici e far funzionare lo stato.

Più le società si sono civilizzate, più sono aumentati i servizi pubblici offerti e maggiore è stato il carico fiscale imposto, fino ad arrivare a paesi come il nostro in cui, alcuni cittadini, sono costretti a pagare ben oltre il 50% di quello che guadagnano.

Una cosa assurda che spesso costringe i contribuenti a cercare dei metodi “alternativi” per potersi “salvare“, anche perchè è davvero impensabile dover spartire la metà dei propri ricavi con uno stato che troppo spesso non fà nemmeno il proprio dovere.

I dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze relativi al primo trimestre del 2016 hanno evidenziato un aumento del 3,6% del gettito Irpef, Ires e IVA rispetto allo stesso periodo del 2015. Aumenti che derivano principalmente da una maggiore pressione fiscale, in particolare le imposte dirette sono cresciute del 2,3%, mentre le imposte indirette del 5,4%, con una crescita dell’IVA del 13,2%. Aumenti anche relativi alle accise (+2,2%), mentre mostrano una flessione ragguardevole le imposte di bollo (-78 milioni). Altra entrata in forte calo è quella relativa all’attività di accertamento e controllo sull’evasione fiscale che presenta una flessione del 7,3%.

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La tabella qui sopra serve a chiarire ancora meglio quanto appena scritto evidenziando, in cifre, quello che lo stato ha incassato quale maggior gettito fiscale nel 2016 rispetto all’anno scorso. In poche parole: se il gettito fiscale è aumentato di quasi il 4%, a fronte di un aumento di PIL dello 0,8% soltanto e, se addirittura, anche la lotta all’evasione evidenzia una flessione rispetto al 2015, è piuttosto evidente che la pressione fiscale sia aumentata notevolmente anche nel 2016.

Ogni anno lavoriamo fino a giugno per un socio occulto, lo stato, col suo “carrozzone” che si porta dietro. L’ormai famoso Tax Freedom Day, ovvero il primo giorno in cui ogni anno si smette di lavorare per lo stato e si comincia virtualmente a guadagnare per se stessi, è stato il 3 giugno 2016 ! Questo significa che abbiamo speso 22 settimane, o per meglio rendersi conto ben 154 giorni, una montagna di ore della nostra vita, a lavorare per sfamare una bestia occulta, un socio non gradito che si prende buona parte dei nostri ricavi.

Mediamente in un paese industrializzato, un cittadino passa dal 25% al 35% della propria vita a lavorare solo per pagare le tasse.

Questo vuol dire che in ogni giorno lavorativo, almeno tre ore sono dedicate a produrre soldi da “concedere gentilmente” allo Stato.

Un periodo di tempo assurdo, che per molti equivale a un furto che va ad aggravare ulteriormente un situazione di crisi ormai tangibile da troppi anni con fatturati dimezzati e guadagni ridotti all’osso. Ma la beffa di vedere uno stato che ci “ruba” quasi sei mesi di lavoro ogni anno, sta diventando per molti inaccettabile, immorale, visto che parliamo di quasi il 50% dei nostri ricavi.

Una pressione fiscale di questo genere, quasi unica in Europa, spinge molte persone a cercare dei rimedi per difendersi da questa situazione e, la cosa più grave, è che spesso questi stratagemmi sono al limite della legalità o addirittura illegali. Evasione ed elusione fiscale stanno aumentando progressivamente costringendo lo stato ad aumentare ogni anno il carico fiscale incentivando maggiormente i “furbetti“. Il classico esempio del “gatto che si morde la coda“.

Ma come fare a difendersi legalmente da questa imposizione di uno stato “Dracula” che ci succhia il sangue, lasciando a noi poveri contribuenti soltanto la metà di quello che incassiamo?

Pressione fiscale

E’ davvero possibile pagare meno tasse senza ricorrere all’illecito e all’evasione fiscale?

La risposta è SI, ovviamente entro certi limiti se si vuole restare nella legalità ma, con una buona conoscenza dell’argomento e l’applicazione di tutte le opportunità legali che lo stato offre, esiste un certo spiraglio per poter incidere notevolmente su quanto ogni anno ci tocca pagare, sia per quanto riguarda le imposte dirette che le imposte indirette.

Facciamo subito chiarezza su questa distinzione:

  • Le imposte dirette sono quelle che colpiscono direttamente la ricchezza, già esistente (il patrimonio) o nel momento in cui si produce (il reddito): IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), IRES (Imposta sul Reddito delle Società), IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive);
  • Le imposte indirette sono quelle che colpiscono indirettamente la ricchezza, nel momento in cui viene spesa: IVA (Imposta sul valore aggiunto) e l’imposta di Registro.

Indice:

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Cos’è l’Irpef

Tra le imposte dirette, quella che colpisce più persone è senza ombra di dubbio l’Irpef, perchè fa riferimento sia ai lavoratori dipendenti, che ai lavoratori autonomi con le stesse modalità, fatto salvo per il pagamento che, per quanto riguarda i lavoratori dipendenti viene effettuato dal sostituto di imposta (il datore di lavoro), mentre gli autonomi devono calcolarsela e pagarla!

L’Irpef, sigla di “imposta sul reddito delle persone fisiche” è un imposta che colpisce soltanto le persone fisiche allorchè queste acquisiscano un reddito nel corso dell’anno. Ha pertanto carattere personale ed è un’imposta progressiva per scaglioni la cui aliquota aumenta all’aumentare dell’imponibile. L’imposta da pagare aumenta quindi, più che proporzionalmente rispetto all’aumento dell’imponibile. Ogni volta che la base imponibile supera lo scaglione prestabilito, per la parte che eccede lo scaglione stesso, viene applicata un’aliquota superiore, pertanto l’imposta che il contribuente andrà a pagare sarà il risultato della somma delle imposte calcolate su ogni singolo scaglione.

Sui redditi fino a 15mila euro il prelievo Irpef è del 23% e sale al 27% per la parte di reddito compresa tra 15mila e 28mila euro. Oltre questa soglia, l’imposizione cresce al 38% e così via fino all’ultimo scaglione, fissato sopra i 75mila euro. La quota di reddito che supera quest’ultimo importo, viene tassata con l’aliquota massima del 43%.

L’Irpef viene calcolata su tutti i redditi maturati dai singoli cittadini:

  • redditi d’impresa;
  • redditi di lavoro autonomo: attività artistiche e professionali;
  • redditi di lavoro dipendente (salari, stipendi, pensioni) o assimilato (collaborazioni coordinate e continuative, a progetto, ecc.);
  • redditi di capitale: dividendi o utili di partecipazione in società di capitali;
  • redditi fondiari: derivanti dalla proprietà (o altro diritto) su terreni e fabbricati;
  • redditi diversi: plusvalenze da cessioni di immobili; partecipazioni in società; altri redditi diversi.

La somma di questi redditi, in relazione ad un singolo soggetto, forma il reddito complessivo del soggetto stesso su cui verranno applicate le relative aliquote progressive per il calcolo dell’imposta.

 

Chi deve pagare l’Irpef

L’Irpef, imposta sui redditi delle persone fisiche deve essere pagata:

  • dai titolari di impresa individuale o familiare (nonché dai collaboratori familiari, proporzionalmente alla loro quota);
  • dai soci di società di persone, proporzionalmente alla loro quota di partecipazione agli utili.
  • dagli esercenti arti e professioni titolari di redditi di lavoro autonomo come liberi professionisti, medici, architetti, commercianti, commercialisti, negozianti, avvocati. (Non versano l’Irpef, ma una imposta sostitutiva, gli imprenditori ed i lavoratori autonomi, artisti e professionisti,  che si avvalgono del regime dei minimi);
  • dai lavoratori dipendenti con un reddito superiore agli 8.000 euro calcolato su base annua;
  • dai titolari di pensione con una pensione superiore a 7.500 euro annui;
  • da chi percepisce un reddito fondiario ovvero quelli inerenti ai terreni e ai fabbricati, situati nel territorio dello Stato;
  • da chi percepisce redditi di capitale ovvero quelli ricavati dal possesso di titoli di stato, azioni, obbligazioni;
  • da chi percepisce altri redditi come ad esempio quelli derivanti da prestazioni occasionali oppure da vincite di premi o lotterie;

I soggetti passivi dell’imposta sono tutte le persone fisiche residenti e non residenti, queste ultime esclusivamente per i redditi prodotti nel nostro Paese.

Sono quindi assoggettati all’Irpef i redditi elencati in precedenza e prodotti in Italia o all’estero da parte dei contribuenti residenti in Italia; i non residenti, invece, sono tenuti a pagare l’imposta esclusivamente per i redditi conseguiti in Italia.

 

Come e quando pagano l’Irpef i lavoratori dipendenti

Per i lavoratori dipendenti il pagamento dell’Irpef avviene attraverso il sistema della ritenuta alla fonte ogni mese. Il datore di lavoro (sostituto di imposta), versa allo stato la somma corrispondente all’imposta da pagare trattenendola dalla busta paga. I lavoratori dipendenti pertanto, non ricevono quella somma di denaro, ma possono vedere, attraverso la busta paga, l’importo versato.  Essendo l’Irpef un’imposta progressiva, quello che viene trattenuto ogni mese dalla busta paga dei lavoratori è soltanto un acconto, infatti con l’ultima busta paga dell’anno viene fatto il cosiddetto conguaglio, calcolando, sulla totalità dei redditi percepiti nell’anno, l’imposta all’aliquota di riferimento e quindi trattenuta, creando il consueto malcontento di inizio anno quando i lavoratori ricevono la busta paga di dicembre.

 

Come e quando pagano l’Irpef i lavoratori autonomi

I lavoratori autonomi, attraverso la compilazione della cosiddetta “dichiarazione dei redditi” (Mod. Unico PF), comunicano allo stato i loro guadagni, sottraendo dai ricavi tutti i costi relativi alla loro attività in base ai criteri disposti dalla legge.

Il pagamento dell’Irpef per i lavoratori autonomi, secondo i dati che risultano dalla dalla dichiarazione dei redditi, devono essere effettuati entro il 16 giugno di ogni anno (oppure 16 luglio con una maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse) per quel che riguarda il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. Entro il 30 novembre il secondo acconto dell’anno in corso (la somma tra il primo e il secondo acconto è pari al 100% del saldo versato l’anno prima).

Il pagamento vero e proprio deve essere effettuato attraverso il modello F24 utilizzando il proprio servizio di home banking.

 

Quanto si paga a titolo di Irpef

L’Irpef è un’imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche che si paga secondo il sistema degli scaglioni di reddito, come abbiamo già detto sopra, che partono dal 23% e arrivano al 44%. Il calcolo dell’Irpef non è assolutamente cosa banale ed è soggetto a frequenti cambiamenti legislativi, spesso in occasione della legge finanziaria, ora detta «di stabilità».

Per semplificare molto la spiegazione diciamo soltanto che l’aliquota va applicata, a seconda dei vari scaglioni di reddito, alla totalità dei redditi maturati ogni anno (Reddito Imponibile), e sull’imposta lorda si applicano poi le varie detrazioni d’imposta legate alla esistenza di una serie di requisiti e condizioni di carattere soggettivo ed oggettivo.

Ad esempio, su un reddito imponibile di 90.000, l’imposta lorda è pari a 32.020 (15.000 x 0,23 = 3.450 + 13.000 x 0,27 = 3.510 + 27.000 x 0,38 = 10.260 + 20.000 x 0,41 = 8.200 + 15.000 x 0,44 = 6.600).

Scaglioni redditoAliquota
da 0 a 15.000 euro23%
da 15.000,01 a 28.000 euro27%
da 28.000,01 a 55.000 euro38%
da 55.600,01 a 75.000 euro41%
oltre 75.000 euro44%

E sono proprio le detrazioni che ti possono consentire di risparmiare parecchi euro di tasse ogni anno. Infatti, il calcolo dell’imposta, che si ottiene applicando l’aliquota progressiva alla totalità dei redditi maturati, fornisce un risultato lordo che può essere ridotto sensibilmente applicando ad esso tutte le detrazioni che il nostro ordinamento ci consente di sfruttare.

Essere a conoscenza di tutto quello che può ridurre il peso delle imposte, può cambiare sensibilmente la tua prospettiva di costo fiscale ogni anno. Troppo spesso sento di persone che si autodefiniscono “vessate dal fisco”, trovandole però, facendo loro qualche semplice domanda, completamente impreparate su cosa avrebbero potuto utilizzare per ridurre sensibilmente quel macigno chiamato Irpef!

“si, ma il commercialista non me l’ha detto!”

Questa è la tipica frase che si sente dire da chi parla con me o legge i miei articoli… E’ però necessario rendersi conto che, per prima cosa il commercialista non è un veggente e non può essere a conoscenza di quali costi sostenete personalmente nel corso dell’anno se non gli consegnate tutte le ricevute.  Ma ancor peggio, quando si pagano le prestazioni in nero per avere lo SCONTO, allora non ci si dovrebbe poi lamentare se il conto fiscale diventa salato.

Ma soprattutto, purtroppo, non tutti i commercialisti sono dei veri e propri consulenti fiscali e si preoccupano soltanto di fare i calcoli e presentarti il conto… Nulla più.

Specie se sei un imprenditore, devi essere tu ad essere informato e conoscere perfettamente tutto quello che può aiutarti a risparmiare sul fisco, ecco perchè devi leggere e documentarti, anche facendo domande al tuo commercialista, essendo curioso ed intraprendente. Spendere qualche euro per essere sempre aggiornato sulle opportunità che esistono, può permetterti di recuperare, in pochissimo tempo, quello che hai speso per l’investimento e iniziare subito a guadagnare tempo e soldi.

Cerchiamo, ovviamente,  di parlare delle opportunità legali disponibili per poter risparmiare qualcosa contro uno Stato che, certamente non ci agevola, ma che lascia comunque lo spazio per potersi muoversi legalmente a chi lo sa fare.

Se vuoi approfondire questo argomento, leggi il libro: “Pagare Meno Tasse“, che ti svelerà tutti i segreti che i commercialisti volutamente ti nascondono. In questo libro troverai:

1) 32 capitoli di soluzioni adatte a tutte gli imprenditori per dimezzare il loro carico fiscale;

2) I consigli per risparmiare migliaia di euro di Irpef legalmente e senza trucchi;

3) Le soluzioni per pagare le tasse quando vuoi, anche in ritardo, risparmiando centinaia di euro di sanzioni e interessi;

4) Gli aspetti che devi considerare per scegliere il miglior commercialista per la tua impresa. Quello che può davvero cambiare le sorti della tua vita imprenditoriale;

5) Il modo per sfruttare a tuo vantaggio le sponsorizzazioni sportive senza cadere nel tranello dell’evasione fiscale;

6) I consigli per difendersi dai controlli della Guardia di Finanza anche in caso di ispezione;

Inoltre, i 2 metodi per mettere al sicuro il tuo patrimonio dai possibili “attacchi” di fisco e fornitori in caso di fallimento e i 9 metodi LEGALI per risparmiare fino al 30% di tasse.

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Cosa sono e come agiscono le detrazioni

Le detrazioni consentono di ridurre l’imposta lorda andando cosi a determinare l’imposta netta. Al contribuente vengono riconosciute delle spese sostenute nel corso del periodo di imposta, oppure altre detrazioni si legano alla sua condizione personale e lavorativa: se lavoratore dipendente, se pensionato, se ha dei familiari a carico, se è proprietario di un immobile, ecc.

Tutte le detrazioni applicabili vengono sottratte dall’imposta lorda dando come risultato l’imposta netta, ovvero quella che si dovrà pagare. Ad esempio, nel caso di un pensionato con 20.000 euro di reddito imponibile, sarà possibile applicare una detrazione di € 1.135 che andrà a ridurre l’imposta lorda di € 4.800, dando come risultato un’imposta netta pari a € 3.665.

Da sottolineare il fatto che alcune detrazioni sono decrescenti con l’aumentare del reddito, come ad esempio quelle per i familiari a carico e per lavoro dipendente o di pensione, nel senso che, un incremento di reddito, provoca una diminuzione della detrazione secondo il principio che chi guadagna di più, non solo paga più tasse perchè calcolate ad un’aliquota più elevata, ma vede anche ridursi l’importo delle eventuali detrazioni.

 

Cosa sono e come agiscono le deduzioni

Le deduzioni, così come le detrazioni, sono delle agevolazioni che si possono applicare però, sul reddito imponibile anzichè sull’imposta. Nel momento in cui si calcola il reddito imponibile, è possibile dedurre, quindi sottrarre da esso, alcune somme previste dal fisco per determinati costi sostenuti dal contribuente nel  periodo di imposta. Grazie alle deduzioni, si otterrà una base imponibile ridotta rispetto al reddito imponibile e pertanto, sull’onere che viene dedotto, non si pagherà imposta.

Gli oneri deducibili più ricorrenti sono: i contributi di previdenza complementare, gli assegni periodici corrisposti al coniuge in conseguenza di separazione o divorzio, le donazioni ad organizzazioni non governative, ecc.

Su questi oneri il fisco riconosce una deduzione dal reddito complessivo maturato nel periodo di imposta, per esentare tale spesa dalle tasse. Con le deduzioni si ottiene infatti un risparmio fiscale pari all’aliquota dello scaglione Irpef da applicare. Le deduzioni quindi, a differenza delle detrazioni, aumentano in proporzione all’aumento del reddito imponibile, perchè più alta sarà l’aliquota Irpef applicabile su cui calcolare la deduzione stessa.

 

Come pagare meno Irpef: elenco di tutte le detrazioni

Di seguito, un elenco di tutte le detrazioni Irpef che possono aiutarti a pagare meno tasse. Fanno riferimento a costi che i contribuenti, normalmente, sostengono durante l’anno, ma che troppo spesso vengono completamente ignorati dai contribuenti stessi, che si trovano a giugno a versare lacrime amare quando lo stato presenta loro il conto.

Sembra un discorso stupido e soprattutto banale ma a chi non è mai capitato di non riuscire a “scaricare” una spesa dalla dichiarazione dei redditi perchè “non sapevo che si potesse scaricare!”, oppure “mi sono perso la ricevuta” o ancor peggio “non mi sono fatto fare la fattura”.

Ci si lamenta sempre che le tasse sono alte, che lo stato è ladro, che siamo soffocati dal sistema fiscale e si buttano, via senza saperlo, dei fogli di carta che spesso valgono centinaia di euro. Il primo consiglio è quello di riservare un cassetto, una cartellina, un dossier, dove archiviare tutte le fatture e gli scontrini  che ti serviranno per abbassare l’imponibile a fine anno. Di seguito l’elenco di tutte le detrazioni:

Spese sanitarie: tali spese, sostenute nel periodo di imposta, possono essere detratte dall’imposta da versare nella misura del 19% per le somme eccedenti la franchigia di 129,11 Euro. Le spese ammesse alla detrazione sono:

  • scontrini relativi a farmaci e dispositivi medici rilasciati dalle farmacie;
  • spese dentistiche;
  • ticket per le prestazioni sanitarie di cliniche ed ospedali;
  • cure e visite mediche
  • interventi chirurgici
  • assistenza di infermieri e fisioterapisti
  • protesi sanitarie prescritte da un medico
  • affitto o acquisto di attrezzature sanitarie
  • cure termali prescritte da uno specialista
  • cure mediche e medicine per una persona anziana ricoverata in un Istituto
  • spese sanitarie fatte da un familiare, non fiscalmente a carico, che soffra di una tra quelle malattie che danno diritto all’esenzione dalle spese sanitarie
  • spese sostenute e rimborsate se si è titolari di una polizza assicurativa “malattia”.

Non sono ammesse alla detrazione le spese relative a parafarmaci, integratori alimentari, cosmetici, pomate, colliri a meno che non siano medicinali e pertanto certificati come tali.

Spese sanitarie sostenute per familiari non a carico, affetti da patologie esenti: rappresentano le spese sostenute per un familiare non fiscalmente a carico che non hanno trovato capienza nell’imposta del familiare stesso. Se il familiare affetto da patologia esente non dovesse presentare alcuna dichiarazione fiscale, perchè non titolare di redditi, allora l’intero importo potrà essere portato in detrazione dal familiare che presenta la dichiarazione. L’ammontare massimo totale delle spese sanitarie sostenute per familiari non a carico affetti da patologie esenti non può superare 6.197,48 euro e la detrazione spettante ammonta al 19%

Spese sanitarie sostenute per persone con disabilità: rappresentano le spese per i mezzi necessari all’accompagnamento, locomozione, deambulazione, sollevamento delle persone con disabilità allo scopo di facilitarne l’autosufficienza. Per queste spese la detrazione spettante è del 19% sull’intero importo.

Spese per acquisto e riparazione di veicoli per persone con disabilità: in riferimento alle spese sostenute per l’acquisto di motoveicoli e autoveicoli adattati e non, per i portatori di handicap e alle spese di veicoli per non vedenti e sordi, e ancora, per l’acquisto di veicoli per il trasporto di soggetti con handicap mentali o psichici di gravità tale da avere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, invalidi o con gravi limitazioni alle capacità deambulative o pluriamputati. La detrazione spetta nei limiti di spesa di € 18.075,99 per un solo veicolo, a condizione che lo stesso venga utilizzato in via esclusiva dal disabile. La detrazione del 19% si può dividere in 4 rate annuali dello stesso importo oppure utilizzare in un’unica soluzione.

Spese per acquisto di cani da guida: Sono detraibili le spese per l’acquisto dei cani da guida per i non vedenti. La detrazione spetta per l’acquisto di un solo animale in 4 anni salvo i casi di smarrimento o morte del cane.  La detrazione del 19% spetta sull’intero importo sostenuto e può essere ripartito in 4 rate annuali di eguale importo.

Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale: è detraibile dall’imposta un importo pari al 19% degli interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione, relativi a mutui ipotecari per l’acquisto dell’abitazione principale, ovvero quella in cui il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente e la detrazione, spetta a condizione che l’immobile sia adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto, e che l’acquisto sia avvenuto nell’anno antecedente o successivo al mutuo.  Tale detrazione spetta su un importo massimo di 4.000 €.

Tra gli oneri accessori sono compresi anche:

  • l’onorario del notaio per la stipula del contratto di mutuo ipotecario, nonché le altre spese sostenute dal notaio per conto del cliente (ad esempio l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca);
  • le spese di perizia;
  • le spese di istruttoria;
  • la commissione richiesta dagli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;
  • la penalità per anticipata estinzione del mutuo;
  • le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione;
  • le perdite su cambio, per i mutui contratti in valuta estera;
  • l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca;
  • l’imposta sostitutiva sul capitale prestato.

Non sono ammesse alla detrazione:

  • le spese di assicurazione dell’immobile, neppure qualora l’assicurazione sia richiesta dall’istituto di credito che concede il mutuo;
  • le spese di mediazione immobiliare (agenzie immobiliari);
  • l’onorario del notaio per il contratto di compravendita;
  • le imposte di registro, l’Iva, le imposte ipotecarie e catastali.

Interessi per mutui ipotecari per l’acquisto di altri immobili, stipulati prima del 1993:
è possibile detrarre il 19% degli interessi passivi dei mutui stipulati prima del 1993 per gli immobili acquistati anche per scopi diversi dall’abitazione principale.

Interessi per mutui contratti nel 1997 per il recupero edilizio: sono detraibili nella misura del 19% gli interessi passivi dei mutui stipulati nell’anno 1997 per effettuare interventi di restauro e ristrutturazione di edifici. La detrazione spetta su un importo massimo di 2582,28

Interessi per mutui ipotecari per la costruzione dell’abitazione principale: sono detraibili nella misura del 19% gli interessi passivi dei mutui ipotecari stipulati dopo il 1998 per la costruzione dell’abitazione, per effettuare interventi di manutenzione, restauro e ristrutturazione di edifici. La detrazione spetta su un importo massimo di 2582,28

Interessi per prestiti o mutui agrari: sono detraibili nella misura del 19% gli interessi passivi dei mutui ipotecari e oneri accessori, per prestiti e mutui agrari di ogni specie. L’importo dell’onere non può essere superiore a quello dei redditi dei terreni dichiarati.

Spese di istruzione: sono detraibili nella misura del 19% le spese per la frequenza delle scuole dell’infanzia e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.

Spese di istruzione universitariasono detraibili nella misura del 19% le spese  per frequenza di corsi universitari, di perfezionamento, specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri.

Spese funebrisono detraibili nella misura del 19% gli importi delle spese funebri sostenute per la morte di persone, indipendentemente dall’esistenza di un vincolo di parentela con esse. L’importo, riferito a ciascun decesso, non può essere superiore a 1.550,00 euro.

Spese per addetti all’assistenza personale: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non autosufficienza, per un importo non superiore a euro 2.100,00. Sarà possibile fruire della detrazione solo se il reddito complessivo non supera euro 40.000,00.

Spese per attività sportive praticate da ragazzisono detraibili nella misura del 19% gli importi delle spese sostenute per l’iscrizione annuale dei ragazzi compresi tra i 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, piscine, palestre e altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica. La detrazione spetta solo per i familiari fiscalmente a carico come ad esempio i figli. L’importo non può essere superiore a 210,00 euro per ciascun ragazzo.

Spese per intermediazione immobiliaresono detraibili nella misura del 19% gli importi dei compensi pagati a soggetti di intermediazione immobiliare (agenzie) per l’acquisto dell’abitazione principale. L’importo non può essere superiore a euro 1.000,00.

Spese per canoni di locazione sostenute da studenti universitari fuori sedesono detraibili nella misura del 19% le spese sostenute dagli studenti universitari iscritti ad un corso di laurea presso una università situata in un comune distante almeno 100 chilometri dal comune di residenza dello studente stesso e comunque in una Provincia diversa da quella di residenza, per canoni di locazione derivanti da contratti regolarmente registrati. L’importo da indicare non può essere superiore a euro 2.633,00. La detrazione spetta anche se tali spese sono state sostenute per i familiari fiscalmente a carico

Erogazioni liberali a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o eventi straordinari: sono detraibili nella misura del 19% le erogazioni liberali, per un importo non superiore a 2.065,83 euro annui, a favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o eventi straordinari, che possono riguardare anche altri Stati. Tali erogazioni devono essere effettuate e con versamento postale o bancario, o con carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolar tramite:

– Onlus;
– Organizzazioni internazionali di cui l’Italia è membro;
– Altre fondazioni, associazioni, che prevedano tra le proprie finalità interventi umanitari in favore delle popolazioni colpite da calamità pubbliche o da altri eventi straordinari;
– Amministrazioni pubbliche statali, regionali e locali, enti pubblici non economici;
– Associazioni sindacali di categoria.

Erogazioni liberali alle società ed associazioni sportive dilettantistiche: sono detraibili nella misura del 19% le erogazioni liberali in denaro, per un importo non superiore a euro 1.500,00, effettuate a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche.

Erogazioni liberali alle società di mutuo soccorso: sono detraibili nella misura del 19% gli importi dei contributi associativi, fino a euro 1.291,14, versati dai soci alle società di mutuo soccorso, al fine di assicurare ai soci un sussidio nei casi di malattia, di impotenza al lavoro o di vecchiaia,  o, in caso di decesso, un aiuto alle loro famiglie. Sono detraibili soltanto i contributi versati per se stessi, e non per i familiari.

Erogazioni liberali a favore delle associazioni di promozione sociale: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle erogazioni liberali in denaro a favore delle associazioni di promozione sociale fino a euro 2.065,83.

Erogazioni liberali a favore della ”Biennale di Venezia”: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle erogazioni liberali a favore della ”Biennale di Venezia”. La somma da indicare non deve superare il 30% del reddito complessivo.

Spese relative ai beni soggetti a regime vincolistico: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle sostenute dai contribuenti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro dei beni soggetti a regime vincolistico nella misura effettivamente rimasta a carico.

Erogazioni liberali per attività culturali ed artistiche: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle erogazioni a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali e di altri enti per le attività culturali, di fondazioni e associazioni senza scopo di lucro, che svolgono attività di studio, di ricerca e di documentazione di rilevante valore culturale e artistico o che organizzano e realizzano attività culturali autorizzate dal Ministero per i beni e le attività culturali.

Erogazioni liberali a favore di enti operanti nello spettacolo: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle erogazioni liberali  per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni legalmente riconosciute e senza scopo di lucro che svolgono esclusivamente attività nello spettacolo.

Erogazioni liberali a favore di fondazioni operanti nel settore musicale: sono detraibili nella misura del 19% gli importi delle erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore al 2% del reddito complessivo a favore degli enti di interesse nazionale operanti nel settore musica.

Spese veterinariesono detraibili nella misura del 19% le spese veterinarie sostenute per la cura di animali detenuti a scopo di compagnia o pratica sportiva. La detrazione spetta sulla parte che eccede la franchigia di euro 129,11 e nel limite massimo di euro 387,34.

Spese sostenute per servizi di interpretariato dai soggetti riconosciuti sordisono detraibili nella misura del 19% le spese sostenute per i servizi di interpretariato dai soggetti sordi o minorati in tal senso, affetti da sordità congenita o acquisita, purché la sordità non sia di natura esclusivamente psichica o dipendente da cause di guerra, di lavoro o di servizio.

Erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado: sono detraibili nella misura del 19% le erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari senza scopo di lucro che appartengono al sistema nazionale d’istruzione effettuate tramite versamento postale o bancario, mediante carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari.

Spese per i contributi versati per i familiari a carico relativi al riscatto degli anni di laurea: sono detraibili nella misura del 19% i contributi versati nell’interesse di un soggetto fiscalmente a carico, per esercitare il riscatto del corso di laurea pur non avendo ancora iniziato l’attività lavorativa e non essendo iscritto ad alcuna forma obbligatoria di previdenza.

Spese sostenute dai genitori per pagare le rette per la frequenza di asili nido: sono detraibili nella misura del 19% le spese sostenute dai genitori per il pagamento di rette per la  frequenza di asili nido, pubblici o privati, fino a euro 632,00 annui per ogni figlio fiscalmente a carico.

Erogazioni liberali in denaro al Fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato: sono detraibili nella misura del 19% le erogazioni liberali in denaro derivanti da donazioni o da disposizioni testamentarie destinate al conseguimento delle finalità del fondo.

Premi relativi alle assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni: sono detraibili nella misura del 19% i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni dei contratti stipulati o rinnovati fino al 31 dicembre 2000. La detrazione è ammessa a condizione che il contratto abbia durata non inferiore a cinque anni e non consenta la concessione di prestiti nei primi 5 anni; oppure i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte, di invalidità permanente superiore al 5% relativamente a contratti stipulati o rinnovati a partire dal 1° gennaio 2001. L’importo non deve complessivamente superare 530,00 euro

Premi relativi alle assicurazioni per il rischio di non autosufficienza: sono detraibili nella misura del 19% i premi per le assicurazioni aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana. La detrazione spetta a condizione che l’impresa di assicurazione non possa recedere dal contratto.

Erogazioni liberali in denaro per un importo non superiore a 30.000 euro annui a favore delle organizzazioni non lucrative di utilita’ sociale (ONLUS): sono detraibili nella misura del 26% le erogazioni in denaro ad ONLUS che si occupano delle iniziative umanitarie, religiose o laiche, gestite da fondazioni, associazioni, comitati ed enti individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, nei Paesi non appartenenti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico.

Erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici: sono detraibili nella misura del 26% le erogazioni liberali in denaro in favore dei partiti politici anche quando i relativi versamenti sono effettuati, anche come donazione, dai candidati e dagli eletti alle cariche pubbliche.

Detrazione per coniuge a carico: la detrazione per il calcolo del coniuge a carico viene calcolata in base alla fascia di reddito e non spetta se il reddito supera gli 80.000 euro.

  1. Per redditi fino a 15.000 euro: è necessario per prima cosa calcolare il quoziente moltiplicatore ovvero: QUOZIENTE = REDDITO NETTO : 15.000. L’importo della detrazione si ottiene con questa formula: (800 – (110 x QUOZIENTE)) x (MESI:12);
  2. Reddito compreso tra 15.001 euro e 40.000 euro: la formula per ottenere la detrazione è (690 x (MESI : 12)) + MAGGIORAZIONE. La maggiorazione varia in base al reddito ed è indicata nelle istruzioni relative al quadro RN di Unico PF;
  3. Reddito compreso tra 40.001 euro e 80.000:  è necessario per prima cosa calcolare il quoziente moltiplicatore ovvero: QUOZIENTE = (80000 – REDDITO NETTO) / 40000. Il calcolo della detrazione viene calcolato attraverso la seguente formula: (690 x QUOZIENTE) x (MESI/ 12).

Detrazioni per figli a caricoDall’imposta lorda, si detraggono per ciascun figlio, compresi i figli naturali riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati, i seguenti importi teorici (da rapportare al reddito):

  1. 950 euro per ciascun figlio fiscalmente a carico;
  2. 1.220 euro per ciascun figlio di età inferiore a tre anni.

La detrazione per figli a carico è aumentata di un importo pari a:

  1. 400 euro per ogni figlio portatore di handicap ai sensi della legge 104 del 1992;
  2. 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo, per i contribuenti con più di 3 figli a carico.

Detrazioni altri famigliari a carico: si tratta dei seguenti familiari: i genitori, gli adottanti, i generi e le nuore, il suocero e la suocera, i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, che convivano con il contribuente o per provvedimenti dell’Autorità giudiziaria. Ovviamente per essere considerati a carico, queste persone non devono possedere un reddito superiore a 2840 €. La detrazione teorica è di 750.000 per ogni familiare che ha diritto a questa ulteriore detrazione secondo la seguente formula: (80.000 – REDDITO COMPLESSIVO) : 80.000 il cui risultato va moltiplicato per 750. (ad esempio per un reddito di 25.000 € il calcolo della detrazione è: ((80.000 – 25.000) : 80.000) x 750) = 515,65)

Detrazioni per famiglie numerose: è concessa dal fisco una ulteriore detrazione per le famiglie con almeno 4 figli a carico. Spetta una detrazione di 1.200 euro l’anno per ogni nucleo famigliare a condizione che i figli a carico, non solo siano almeno quattro, ma che siano possessori di un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro

Detrazioni per lavoro dipendente: questa detrazione consente ai lavoratori dipendenti, ai co.co.co., e ai lavoratori con contratto a progetto, di veder ridotta la pressione fiscale semplicemente per il fatto di essere lavoratori dipendenti. La suddetta detrazione viene calcolata in base al reddito complessivo e al tipo di rapporto instaurato.

Detrazioni per redditi di lavoro autonomo: spetta una detrazione pari a 1.104 euro fino a 4.800 euro di reddito e spetta, proporzionalmente in misura inferiore, fino ad un reddito massimo di 55.000 euro. Consente ai professionisti con partita iva, ai titolari di impresa individuale e a tutti i lavoratori autonomi vedersi ridotta l’Irpef da pagare.

 

Come pagare meno Irpef: elenco di tutte le deduzioni

Di seguito un elenco di tutte le deduzioni Irpef che possono aiutarti a pagare meno tasse. Fanno riferimento a costi che i contribuenti, normalmente, sostengono durante l’anno, ma che troppo spesso vengono completamente ignorati:

Contributi previdenziali ed assistenziali: sono deducibili dal reddito i contributi previdenziali ed assistenziali versati da artigiani e commercianti in ottemperanza alle disposizioni di legge, nonché i contributi volontari versati alla gestione della forma pensionistica obbligatoria d’appartenenza. Rientrano in questa categoria anche:

  1. i contributi agricoli unificati versati all’Inps
  2. i contributi versati per l’assicurazione obbligatoria INAIL riservata alle persone del nucleo familiare per gli infortuni domestici (assicurazione casalinghe);
  3. i contributi previdenziali ed assistenziali versati facoltativamente alla gestione della forma pensionistica obbligatoria di appartenenza, compresi quelli per la ricongiunzione di periodi assicurativi. Rientrano in questa voce anche i contributi versati al cosiddetto “fondo casalinghe”.
  4.  contributi versati per il riscatto degli anni di laurea.

Assegni periodici corrisposti al coniuge: è deducibile dal reddito l’importo degli assegni periodici comprese le spese per il canone di locazione e spese condominiali, disposti dal giudice e corrisposti al coniuge, in conseguenza di separazione legale, scioglimento o annullamento di matrimonio, o cessazione degli effetti civili del matrimonio, stabiliti da un provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e familiari: è deducibile dal reddito l’importo dei contributi previdenziali ed assistenziali versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare (es. colf, baby sitter e assistenti delle persone anziane), per la parte a carico del datore di lavoro, fino all’importo massimo di euro 1.549,37.

Erogazioni liberali a favore di istituzioni religiose: è deducibile dal reddito l’importo delle erogazioni liberali in denaro a favore delle seguenti istituzioni religiose:

  1. Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana;
  2. Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno;
  3. Ente morale Assemblee di Dio in Italia;
  4. Chiesa Evangelica Valdese, Unione delle Chiese metodiste e Valdesi;
  5. Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia;
  6. Chiesa Evangelica Luterana in Italia e Comunità ad essa collegate;
  7. Unione delle Comunità ebraiche italiane;
  8. Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale;
  9. Ente patrimoniale della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni;
  10. Chiesa Apostolica in Italia e degli enti ed opere da essa controllati;
  11. Unione Buddhista Italiana;
  12. Unione Induista Italiana

Ciascuna di queste erogazioni, deducibile fino ad un importo di 1.032,91 euro.

Spese mediche e di assistenza specifica per persone con disabilitàsono deducibili dal reddito complessivo le spese mediche generiche e di quelle di assistenza specifica sostenute da persone con disabilità relative:

  1. all’assistenza infermieristica e riabilitativa;
  2. al personale in possesso della qualifica di addetto all’assistenza di base;
  3. al personale in possesso della qualifica di operatore tecnico assistenziale;
  4. al personale di coordinamento delle attività assistenziali di nucleo;
  5. al personale con la qualifica di educatore professionale;
  6. al personale qualificato addetto ad attività di animazione e/o di terapia occupazionale

Le persone con disabilità possono usufruire della deduzione anche se fruiscono dell’assegno di accompagnamento e tali spese possono essere dedotte anche per i seguenti familiari anche se non sono fiscalmente a carico:

  1. coniuge;
  2. generi e nuore;
  3. figli, compresi quelli adottivi;
  4.  suoceri e suocere;
  5. discendenti dei figli;
  6. fratelli e sorelle (anche unilaterali)
  7. genitori (compresi quelli adottivi);
  8. nonni e nonne.

In caso di ricovero di una persona con disabilità in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile dedurre l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e paramediche di assistenza specifica indicate nel dettaglio in fattura. Ovviamente non vanno indicate le spese mediche già detratte al 19%.

Altri oneri e spese deducibilisono deducibili dal reddito complessivo anche i seguenti oneri:

  1. i contributi versati ai fondi integrativi al Servizio sanitario nazionale per un importo complessivo non superiore a euro 3.615,20;
  2. i contributi e le donazioni e erogate alle organizzazioni non governative riconosciute idonee, che operano nel campo della cooperazione con i Paesi in via di sviluppo. L’importo è deducibile nella misura massima del 2% del reddito complessivo;
  3. le erogazioni liberali a favore di organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di associazioni di promozione sociale e di alcune fondazioni e associazioni riconosciute nel limite del 10% del reddito complessivo e, nella misura massima di 70.000 euro;
  4. le erogazioni liberali in denaro a favore di enti universitari, di ricerca pubblica e di quelli vigilati nonché degli enti parco regionali e nazionali;
  5. gli assegni periodici corrisposti in forza di testamento o donazione modale e, nella misura in cui risultano da provvedimenti dell’autorità giudiziaria, gli assegni alimentari corrisposti ai familiari;
  6. i canoni, livelli, censi e altri oneri gravanti sui redditi degli immobili che concorrono a formare il reddito complessivo, esclusi i contributi agricoli unificati;
  7. le indennità per perdita dell’avviamento corrisposte per legge al conduttore in caso di cessazione della locazione di immobili urbani adibiti per usi diversi da quello abitativo;
  8. il 50% delle imposte sul reddito dovute per gli anni anteriori al 1974 i iscritte nei ruoli la cui riscossione ha avuto inizio nel 2014;
  9. le somme che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilati e che invece sono state assoggettate a tassazione;
  10. le erogazioni liberali per oneri difensivi dei soggetti che fruiscono del patrocinio a spese dello Stato;
  11. le somme corrisposte ai dipendenti chiamati ad adempiere funzioni presso gli uffici elettorali;
  12. il 50% delle spese sostenute dai genitori adottivi per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri.

Contributi per forme pensionistiche complementari e individualisono deducibili dal reddito complessivo i contributi versati alle forme pensionistiche complementari.

Contributi a deducibilità ordinaria:  sono deducibili dal reddito complessivo i contributi ed i premi per i quali il limite di deducibilità è quello ordinario di 5.164,57 euro. In particolare, le somme versate alle forme pensionistiche complementari relative.

Contributi versati da lavoratori di prima occupazione: sono deducibili dal reddito complessivo i contributi versati da lavoratori di prima occupazione, successiva al 1° gennaio 2007, entro il limite di 5.164,57 euro.

Contributi versati a fondi in squilibrio finanziario: sono deducibili dal reddito complessivo i contributi versati a fondi in squilibrio finanziario per i quali non è previsto alcun limite di deducibilità.

Contributi versati per familiari a caricosono deducibili dal reddito complessivo le somme versate per i familiari fiscalmente a carico per la parte da questi non dedotta. Il limite di deducibilità è di 5.164,57 euro. Sono considerati a carico coloro che possiedono un reddito complessivo inferiore a 2.840,51 euro.

Contributi versati a fondi pensione negoziali da dipendenti pubblici: sono deducibili dal reddito complessivo le somme versate dai dipendenti delle pubbliche amministrazioni iscritti a forme pensionistiche di natura negoziale di cui siano destinatari. L’importo deducibile non può essere superiore al 12% del reddito complessivo e, comunque, a 5.164,57 euro.

Spese per l’acquisto o la costruzione di abitazioni date in locazione: per l’acquisto o costruzione di immobili da destinare alla locazione è riconosciuta al proprietario una deduzione dal reddito complessivo relativamente alla quota di proprietà. Per fruire dell’agevolazione l’immobile deve essere destinato, entro sei mesi dall’acquisto alla locazione per almeno otto anni. La spettante deduzione è pari al 20% del prezzo di acquisto dell’immobile risultante dall’atto di compravendita, sommati gli interessi passivi dei mutui contratti per l’acquisto delle unita immobiliari medesime, oppure, nel caso di costruzione, delle spese sostenute per l’impresa che esegue i lavori. Il limite massimo complessivo di spesa, è pari a 300.000 euro IVA compresa. La deduzione è ripartita in otto quote annuali di pari importo, a partire dall’anno nel quale avviene la stipula del contratto di locazione.

Somme restituite al soggetto erogatore in periodi d’imposta diversi da quello in cui sono state assoggettate a tassazione: sono deducibili le somme restituite al soggetto erogatore in un periodo d’imposta diverso da quello in cui sono state assoggettate a tassazione, anche separata. In alternativa, è possibile chiedere il rimborso dell’imposta corrispondente all’importo non dedotto.

Quota deducibile di investimento in start up: Il socio di una start up  può dedurre dal proprio reddito la quota di conferimento in start up eccedente il reddito complessivo.

 

Spese per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio

Sono detraibili dall’imposta lorda le seguenti spese relative:

  1. alla ristrutturazione di immobili;
  2. all’acquisto o all’assegnazione di immobili facenti parte di edifici ristrutturati se l’acquisto o l’assegnazione sono avvenute entro determinate date;
  3. le spese sostenute per gli interventi relativi a misure antisismiche e all’esecuzione di opere per la messa in sicurezza statica;
  4. le spese sostenute per gli interventi di manutenzione o salvaguardia dei boschi.

Tra le spese sostenute per la ristrutturazione di immobili la detrazione spetta in relazione a quelle sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio:

  1. interventi di manutenzione straordinaria sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze;
  2. interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni di edifici residenziali;
  3. interventi di restauro e risanamento;
  4. interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  5. interventi finalizzati alla cablatura degli edifici, al contenimento dell’inquinamento acustico, all’adozione di misure di sicurezza antisismica, all’esecuzione di opere interne;
  6. interventi relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto pertinenziali, anche a proprietà comune;
  7. ulteriori interventi quali, ad esempio, quelli di bonifica dall’amianto o quelli finalizzati alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi o all’eliminazione delle barriere architettoniche, oppure interventi di esecuzione di opere volte ad evitare gli infortuni domestici.

La detrazione spetta anche in relazione alle spese sostenute per gli interventi finalizzati al conseguimento di risparmi energetici, compresa l’installazione di impianti che impiegano fonti rinnovabili di energia come gli impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

Può fruire della detrazione chi possiede o detiene l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi di recupero edilizio, se ne risulta proprietario, o titolare di altro diritto reale, concessione demaniale, locazione o comodato. La condizione fondamentale per fruire della detrazione è che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale da cui risultino:

  1. causale del versamento (va indicato l’art. 16-bis del TUIR);
  2. codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento;
  3. codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

La detrazione d’imposta prevista è pari al:

  1. 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012;
  2. 41% e per le spese sostenute dal 1° gennaio al 30 settembre 2006;
  3. 36% per le spese sostenute: a) nel 2005; b) nel 2006 per fatture emesse dal 1° ottobre 2006 o in data antecedente al 1° gennaio 2006; c) dal 2007 al 2011 e dal 1° gennaio al 25 giugno 2012.

La detrazione va ripartita in 10 rate di pari importo.

 

Spese per interventi finalizzati al risparmio energetico

Sono detraibili dall’imposta lorda le seguenti spese relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale, anche rurale.

La detrazione d’imposta è pari al 65%, per le spese sostenute e va ripartita in dieci rate annuali di pari importo (entro il limite massimo previsto per ciascuna tipologia di intervento effettuato).

Le tipologie di interventi previste sono:

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti;
  • interventi sull’involucro di edifici esistenti;
  • installazione di pannelli solari;
  • sostituzione di impianti di climatizzazione invernale.

Documenti necessari per ottenere la detrazione:

  • La fattura dell’impresa che esegue i lavori;
  • L’asseverazione di un tecnico abilitato che attesti la bontà degli interventi;
  • L’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica;
  • La scheda informativa relativa agli interventi realizzati.

 

Spese per l’arredo degli immobili ristrutturati

Chi fruisce della detrazione prevista per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio ha la possibilità di fruire di una ulteriore  detrazione del 50% in relazione alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione.

 

Detrazioni per inquilini con contratto di locazione

Una buona notizia, che molti trascurano, ovvero che gli inquilini che pagano canoni mensili di affitto per l’abitazione principale, hanno diritto ad una detrazione, a seconda delle finalità a cui la locazione della casa è destinata.

Gli inquilini titolari di un contratto di locazione immobiliare fruiscono di uno sconto pari a:

  • 300 euro se dichiarano redditi fino a 15.493,71 euro
  • 150 euro per i redditi superiori a 15.493,71 e fino a 30.987,41 euro

Fruiscono della detrazione in oggetto anche gli inquilini di alloggi popolari sfruttando questa detrazione:

  • 900 euro se il reddito complessivo non supera i 15.493,71 euro
  • 450 euro se il reddito complessivo è compreso tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro

I giovani di età compresa fra i 20 e i 30 anni titolari di un contratto di locazione, possono fruire di una particolare detrazione fiscale se il loro reddito risulta inferiore a 15.493,71 euro per la locazione dell’abitazione principale con uno sconto fiscale di  991,60 euro per i primi tre anni.

 

Detrazioni per l’affitto di terreni agricoli ai giovani

E’ una detrazione del 19% sulle spese sostenute per il pagamento dei canoni che spetta entro il limite di 80 euro per ciascun ettaro preso in affitto e fino ad un massimo di 1.200 euro annui riservato ai coltivatori diretti e agli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola di età inferiore ai 35 anni.

 

Detrazioni per le spese di mantenimento dei cani da guida

Al soggetto non vedente spetta una detrazione forfettaria di 516,46 €, a prescindere dalla spesa effettivamente sostenuta, per il mantenimento del proprio animale da guida.

 

Scadenze fiscali IRPEF

Parliamo ovviamente di contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi UNICO PF  e che devono versare le imposte mediante la presentazione del modello F24, in quanto i lavoratori dipendenti vedranno detratti, dal proprio sostituto di imposta mensilmente, gli importi dell’Irpef.

In linea generale i versamenti delle imposte sui redditi avvengono in due fasi:

  • il saldo relativo all’anno oggetto della dichiarazione;
  • l’acconto per l’anno successivo che va pagato in una o due rate;

Le persone fisiche, salvo proroghe, dovranno pagare il saldo che risulta a debito dalla dichiarazione dei redditi UNICO PF, e l’eventuale prima rata di acconto per l’anno in cui si presenta la dichiarazione entro il 16 giugno, oppure entro il 16 luglio pagando una maggiorazione dello 0,40%. La seconda rata di acconto invece, dovrà essere versata entro il 30 novembre.

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata, riferita all’anno precedente, sarà superiore a 51,65 € al netto delle detrazioni, crediti di imposta e ritenute. L’acconto da versare è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno.

Il saldo e la prima rata di acconto (di giugno) possono essere versate in rate mensili, mentre l’acconto di novembre deve essere pagato in unica soluzione. In ogni caso, il versamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre.

 

Pagare l’Irpef a rate

Come scritto nel paragrafo precedente, è possibile rateizzare il saldo Irpef relativo all’anno per cui si presenta la dichiarazione UNICO PF e il primo acconto per l’anno successivo, mentre il secondo acconto del 30 novembre non è rateizzabile.

Il numero delle rate in cui è possibile dilazionare le imposte da versare è a discrezione del contribuente, ed è possibile optare fino a 7 rate, purchè vengano calcolati gli interessi da versare in modo corretto. Non è obbligatorio rateizzare tutti i tributi, ma anche uno solo di quelli a debito relativi alle imposte.

L’acconto deve essere pagato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • 1) unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto non supera 257,52 euro;
  • 2) due rate, se l’acconto è pari o superiore a 257,52 euro (la prima rata del 40% scade il 16 giugno e la seconda costituita dal restante 60% va saldata entro il 30 novembre).

Rispettando le scadenze, il contribuente non è tenuto a versare alcuna maggiorazione.

Come scritto, i contribuenti non titolari di partita IVA, possono dilazionare ulteriormente la rata di giugno che comprende il saldo Irpef e l’acconto Irpef  per l’anno successivo, compreso gli addizionali comunali e regionali ed eventuali contributi previdenziali secondo la seguente tabella:Tabella rateazione Irpef

E’ importante rispettare le scadenze in quanto pagare l’Irpef in ritardo, anche per una sola rata, da luogo a sanzioni piuttosto importanti, così come il mancato pagamento dell’Irpef stessa che verrà sicuramente notificato al contribuente dall’Agenzia delle Entrate entro un paio d’anni.

Per concludere il capitolo relativo all’Irpef, è fondamentale conoscere bene tutte le possibilità che lo stato ci offre per poter, in qualche modo, ridurre il carico fiscale attraverso detrazioni e deduzioni. Prima di buttare via le ricevute o fare come “l’itagliano medio” (scritto sbagliato appositamente per rendere l’idea) che non si fa fare la fattura per risparmiare l’IVA, o per farsi fare lo sconticino dal medico furbetto, pensa bene a quanto può valere quel documento in termini di risparmio fiscale.

Conoscere le regole e applicare maniacalmente ogni detrazione e/o deduzione possibile può consentire al contribuente di risparmiare una grossa percentuale di imposte con soltanto un minimo di attenzione in più. Ricorda ancora che, difficilmente il tuo commercialista ti spiegherà queste cose, perchè normalmente gli “azzeccagarbugli di turno” si preoccupano di caricare i dati sul loro computer e prepararti gli F24 da pagare.

Devi sapere tu cosa è possibile dedurre e detrarre fornendo tutta la documentazione al tuo consulente fiscale, senza aspettare che sia lui a consigliarti, perchè nella maggior parte dei casi questo non accade. Investire il tuo tempo per informarsi sulle opportunità legali che sono disponibili per abbassare il tuo carico fiscale può consentirti di risparmiare ogni anno migliaia di euro di Irpef, senza trucco né inganno.

 

 

 

 

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7 Comments
andrea

luglio 6, 2017 @ 07:36

Reply

poche detrazioni con reddito medio di poco superiore ai 30.000 euro

giancarlo zerbini

novembre 29, 2017 @ 11:48

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caro amico ,ti premetto la mia eta ,coi tu potrai leggere questa mia immaginandoti chi sta scrivendo a 7 anni io ero già produttivo (guadagnavo bei soldini non grazie ad elemosina ma al mio impegno di “lavoro” ed ero felice di farlo ) chiudo :l’evasione fiscale delle attivita “aziende” private , sempre nasconde un uscita dalle tasche dell’imprenditore di una parte del guadagno al fine di pagare dei collaboratori al cosidetto “nero” . chi sono costoro? io lo sò.come me lo sa anche la finanza ma! la finanza che sà! va a cercare questi poveracci che quasi sempre accettano di lavorare in (nero) per mangiare . ora mi tengo abbondante! costoro sono il 50% l’altro 50% sono impiegati pubblici /statali/ecc,ecc. che dispongono di tempo libero che gli consente di operare in”nero” alla faccia di chi se non produce anche x loro nun magna. questi parassiti (parassita:che non puo vivere separato dall’ospite”) non sono mai presi in considerazione dalla finanza sono al di sopra di ogni sospetto . percepiscono gli emolumenti dallo stato che li preleva direttamente dalla busta paga ,per me sono i peggiori delinquenti “coloro che hanno il secondo/terzo lavoro in nero e sono occupati nello stato e tutto cio che e l’indotto statale . detto questo io sono il primo a riconoscere che nun c’e niente da fare (sarebbe come dire che i famigliari del ladro lo arestano)certo! cosi dovrebbe essere . porò.! però!. però! ci sarebbe il modo di evitare l’evasione ad ottenere un beneficio enorme per la societa “Italia” una tassa fissa su i capitali immobili molto modesta. una tassa stabilita con calcoli raggionati “all’Americana) dopodiche tasse a scaglioni alti su tutto il reddito che e rimasto in tasca ol cittadino alla fine dell’anno (se non documenti il tuo guadagno e le tue spese sono caz…..i amari ) io pretenderei enche lo scontrino fiscale anche x una caramella che acquisto un documento che certifica il mio guadagno ed un documento che certifica le mie uscite .(ci sono commerialisti ai quali consegni anche il biglietto del buss he hai preso .purtroppo caro amico in questi ultimi 70 anni e mancata una guerra come di consueto necessita ai popoli per ristabbilire l’ordine che in tempo di pace e fagocitato dai paraculi e dai delinguenti che sono indubbiamente dei soggetti molto “dotati ” che non avendo peli sulla panza non ie fraga niente del prossimo ma si posizionano spalle al muro “e salvo il cu….o”. ha 76 anni io ho preso la mia decisione per gli anni in regalo che la vita mi concederà: (non ti cerco !ma! se tu mi cerchi ,tu mi trovi) x chiunque ,lo so questo mio finale me lo potevo anche risparmiare .ma avrei rinnegato l’uso fatto della mia vita trascorsa .(IO QUESTO SONO:) non ho mai scritto cosi tanto in vita mia .

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