Come aprire, gestire, e quante tasse deve pagare una ditta individuale

La ditta individuale è la forma di impresa più facile da costituire e da gestire. L’imprenditore promuove ed organizza tutte le attività dell’impresa assumendosi la piena responsabilità e i rischi connessi alla sua attività ma allo stesso tempo anche tutti i vantaggi e i guadagni prodotti rispondendo però in solido e con tutto il suo patrimonio delle obbligazioni assunte dall’azienda. Ovviamente questo non vuol dire che non potrà avvalersi di collaboratori o lavoratori dipendenti.

Nel caso in cui la ditta individuale venga gestita insieme ai propri familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo) parleremo di impresa familiare, in cui i parenti del titolare non saranno dei veri e propri soci, anche se avranno diritto agli utili ma dei collaboratori in quanto la responsabilità patrimoniale resta comunque in capo al titolare.

Se il collaboratore è soltanto il coniuge parleremo di impresa coniugale, che non richiede alcuna formalità in sede di costituzione ma deve rispettare alcune condizioni:

  • la costituzione deve avvenire dopo il matrimonio;
  • i coniugi devono essere in regime di comunione dei beni;
  • i coniugi gestiscono entrambi l’impresa senza che ci siano posizione di subordinazione tra i due.

 

Vantaggi e svantaggi di una ditta individuale

Svantaggi e vantaggi ditta individuale

 

Come aprire una ditta individuale

Le pratiche burocratiche per avviare la ditta individuale sono:

  1. Apertura della partita IVA;
  2. Registrazione al registro delle imprese;
  3. Iscrizione all’INPS;
  4. Iscrizione all’INAIL (dipende dal tipo di attività);

Negli ultimi anni, dopo la riforma del 2010, è possibile adempiere a tutte le pratiche necessarie tramite la comunicazione unica.

 

Tassazione della ditta individuale

Dal punto di vista previdenziale si pagano circa 3.500 euro di contributi fissi all’INPS fino a 15.500 euro di reddito (reddito minimale); superata tale soglia si pagherà, per la differenza, una percentuale di contributi con aliquota di circa il 22% fino ad una soglia di 42.000 euro oltre la quale si pagherà di più.

Le principali imposte che gravano sul reddito prodotto sono:

  • l’IRPEF (Imposta sul reddito delle persone fisiche) è una imposta progressiva a scaglioni che cresce con l’aumentare del reddito con aliquote che vanno crescendo da un minimo del 23% ad un massimo del 43%. L’IRPEF si calcola in capo all’imprenditore ed è dovuta personalmente dal titolare dell’impresa non interessando la contabilità dell’azienda.
  •  l’IRAP (Imposta regionale sulle attività produttive): imposta proporzionale con aliquota del 3,9%.

 
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