I fondi patrimoniali non aggredibili dai creditori e dal fisco

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In un periodo di crisi come quello attuale, mettersi in proprio e rischiare personalmente il patrimonio per costituire e gestire un’attività imprenditoriale, mette il lavoratore autonomo in una posizione scomoda dalla quale sarebbe utile essere tutelati e protetti.

E allora come fare se, in particolar modo gli amministratori delle società di persone e i titolari delle imprese individuali, responsabili in solido delle obbligazioni e dei debiti contratti, rischiano di perdere tutto il loro patrimonio, compreso la casa di abitazione, solo perchè spesso a causa della crisi non ricevono i pagamenti e vengono messi in ginocchio dalle banche, e ancora in caso di fallimento o di cartelle esattoriali scadute per importi superiori ai 20 mila euro, sono soggetti al pignoramento dei loro beni, dei loro conti bancari e della casa in cui vivono con moglie e figli?

Fondo Patrimoniale

Ti rendi conto che se sei socio di una s.n.c. o accomandatario di una sas, potresti ritrovarti in poco tempo sommerso dai debiti, con lettere di messa in mora, decreti ingiuntivi, vederti revocato il fido dalla tua banca e nella maggior parte dei casi senza averne nemmeno colpe, perchè potrebbe succedere che un tuo cliente fallisca e non possa più pagarti, oppure che il tuo lavoro cali a tal punto da non consentirti di poter pagare i dipendenti, i fornitori le imposte, ecc. Il fisco non ha pietà, ed ha gia messo in ginocchio migliaia di persone!

Sai quanti imprenditori, turbati dallo spettro di poter perdere tutto, schiacciati dai debiti, con la prospettiva di dover lasciare le chiavi della propria casa ad un ufficiale giudiziario, hanno commesso gesti estremi? Basta leggere i giornali o ascoltare i TG per capire che oggigiorno lavorare in proprio rappresenta un rischio addirittura per la propria vita e non sto esagerando.

E’ NECESSARIO TUTELARSI! ED ESISTONO DEI MODI LEGALI PER POTERLO FARE!

Si è proprio vero! Anche se resterai responsabile in solido di tutti i debiti della tua impresa, potrai proteggere una parte del tuo patrimonio, come ad esempio l’abitazione principale, facendola confluire in un fondo patrimoniale! In questo modo sottrarrai al fisco e ai creditori quei beni necessari alla tua famiglia, mettendo al riparo ciò che faticosamente hai costruito in tanti anni di lavoro.

I beni conferiti nel fondo per i bisogni della famiglia, costituiscono a tutti gli effetti un patrimonio separato e come tale non aggredibile dai creditori, nemmeno attraverso procedure esecutive. In altre parole, i creditori della tua impresa, non potranno agire sui beni vincolati nel fondo patrimoniale per soddisfare i loro crediti.

Indice:

 

Aspetti generali del fondo patrimoniale

Il fondo patrimoniale consiste in un vincolo posto in essere dall’imprenditore nell’interesse della propria famiglia, su una parte del proprio patrimonio, che può essere esercitato solo su beni determinati nell’atto della sia costituzione: (immobili, mobili annotati nei pubblici registri, titoli di credito), realizzando una sorta di patrimonio separato, gestito dai due coniugi o da uno dei due.

 

Chi può creare un fondo patrimoniale?

E’ possibile ricorrere al fondo patrimoniale solo per le coppie sposate, non per le coppie di fatto! Resterà pertanto connesso all’esistenza del legame matrimoniale e terminerà a seguito dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Per la sua costituzione è necessario un atto pubblico notarile, con l’intervento di due testimoni ed il consenso di entrambi i coniugi.

 

Scopo del fondo patrimoniale

La finalità più importante della costituzione del fondo patrimoniale è quella di destinarvi tutti i beni atti a soddisfare i bisogni della famiglia che non potranno essere aggrediti dai creditori, dal fisco, nemmeno tramite procedure esecutive e fallimentari per i debiti sorti dopo la costituzione del fondo stesso.

Per quanto riguarda, invece, i debiti sorti prima della costituzione del fondo, i creditori potranno impugnarne la costituzione, se saranno in grado di dimostrare che tale fondo sia stato creato solamente allo scopo di sottrarre i beni ai creditori stessi in modo fraudolento, tramite l’azione revocatoria.

 

Azione revocatoria sul fondo patrimoniale

E’ fondamentale che il fondo patrimoniale venga costituito in tempi non sospetti; ovvero, non venga utilizzato in danno ai creditori. Pertanto, non potrà essere impugnato se attuato con largo anticipo rispetto al prospettarsi di

eventuali situazioni di criticità finanziaria come, ad esempio,

nell’imminenza di un pignoramento o di un’altra azione esecutiva.

In tali casi, infatti, le procedure esecutive avrebbero vita facile, vanificando l’esistenza stessa del fondo.

Infatti qualora il fondo patrimoniale venisse costituito in una posizione debitoria già compromessa, con il solo scopo di sottrarre il proprio patrimonio ai creditori è possibile che gli stessi si avvalgano dell’azione revocatoria sul fondo stesso, annullandone gli effetti.

L’azione revocatoria dev’essere comunque intrapresa entro i cinque anni dalla sua costituzione, in quanto dopo tale termine il fondo diventa irrevocabile e definitivo anche se costituito in frode dei creditori.

E’ importante sottolineare, soprattutto per scoraggiare chi ha intenzione di costituire un fondo patrimoniale per scopi fraudolenti, che qualora l’azione revocatoria venisse vinta dal creditore, il comportamento del debitore è passibile anche di sanzioni penali (soprattutto se si tratta di debiti fiscali o nei confronti dello Stato).

Anche in caso di immobile già ipotecato e successivamente inserito nel fondo, l’ipoteca sopravvivrà, ed è quindi sconsigliabile l’inserimento di beni gravati da vincoli ipotecari.

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Amministrazione dei beni del fondo patrimoniale

La gestione dei beni presenti in un fondo patrimoniale è assai più complessa rispetto agli altri.

Salvo diverse specificazioni, la vendita dei beni oggetto di vincolo, deve avvenire sempre e solo tramite l’accordo congiunto di entrambi gli sposi, indipendentemente da chi sia il proprietario del bene; quindi, il coniuge proprietario dovrà sempre chiedere ed ottenere il consenso del coniuge non proprietario per vendere o ipotecare ciò che si trova all’interno del fondo patrimoniale.

In presenza di figli minori, i beni del fondo possono essere venduti solo con l’autorizzazione del tribunale, salvo i casi in cui questa regola viene derogata nell’atto costitutivo del fondo, tramite una clausola che consente di disporre dei beni senza bisogno dell’autorizzazione del tribunale.

 

Quanto costa costituire un fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale si costituisce per atto pubblico di fronte ad un notaio e il costo non è assolutamente influenzato dal valore o dal numero di beni che vi verranno inseriti. Il suo ammontare è di circa 1.500 euro, compresi i costi notarili.

 

E’ ancora utile il fondo patrimoniale?

Questo istituto, il più utilizzato dagli imprenditori a tutela del proprio patrimonio familiare, si trova in profonda crisi, infatti, le recenti riforme del codice civile e una serie di sentenze della cassazione sfavorevoli, lo hanno hanno privato di ogni sua utilità, emarginandolo soltanto a tutela di quei debiti contratti per scopi speculativi o da investimento. Solo in questi casi il fondo patrimoniale potrà tutelare i beni della famiglia, mentre negli altri casi potrà essere facilmente contestato e sarà possibile intraprendere azioni revocatorie sullo stesso, da parte dei creditori, per liberare i beni contenuti al suo interno.

Ad esempio, una modifica del codice civile del 2015 ha reso pignorabile il fondo patrimoniale non solo per debiti relativi ai bisogni familiari ma anche per quelli non concernenti le esigenze della famiglia, se il creditore trascrive il suo pignoramento nei pubblici registri entro un anno dalla costituzione del fondo stesso. Quindi, affinché la tutela sia reale e i creditori non possano pignorare i beni del fondo, dovrà almeno trascorrere un anno senza che nessuno inizi procedure contro uno dei due coniugi.

Ma a minare profondamente il fondo patrimoniale ci hanno pensato le ultime interpretazioni della Corte di Cassazione che hanno fatto rientrare nel concetto di “bisogni della famiglia“, sempre più tipologie di debito, compreso quelli contratti per l’attività professionale, i debiti fiscali nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, le fidejussioni prestate per ottenere il finanziamento o il fido per l’azienda, ecc.

Di fatto sono compresi tra i “bisogni della famiglia”, la quasi totalità delle casistiche relative alle situazioni di insolvenza degli italiani, rendendo lo strumento “fondo patrimoniale” facilmente aggredibile e quindi quasi inefficace.

Lo è stato in passato, ora non lo è più!

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