Il gratuito patrocinio: requisiti, limiti di reddito e come richiederlo

Scritto da Omar Cecchelani in Famiglia
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Nelle aule dei tribunali troneggia la scritta che ricorda come la legge sia uguale per tutti. Perché tale affermazione abbia un fondamento è necessario assicurare ad ogni cittadino, imputato in un processo, il diritto alla difesa.

gratuito patrocinio

A volte, può capitare che una persona non sia economicamente in grado di sostenere il costo per un avvocato: in queste situazioni l’interessato, se in possesso dei dovuti requisiti, può richiedere il patrocinio a spese dello Stato o più semplicemente conosciuto come gratuito patrocinio.

Indice:

 

Che cos’è il patrocinio gratuito?

Il diritto alla difesa durante un processo è sancito dall’articolo 24 della Costituzione della Repubblica Italiana. Le persone non abbienti, nel caso debbano avvalersi dei servizi di un avvocato per essere rappresentate in sede di giudizio, possono richiedere ed usufruire del gratuito patrocinio.

Se il richiedente possiede i requisiti necessari, viene nominato un avvocato d’ufficio il cui compenso verrà pagato dallo Stato. Il gratuito patrocinio è ammissibile per ogni grado di giudizio ed è valido nell’abito soprattutto dei processi penali, ma applicabile anche per procedimenti civili e nei casi di volontaria giurisdizione (divorzi congiunti, separazioni consensuali, ecc.).

Nei processi civili, le spese a carico della Stato, riguardano solamente i costi sostenuti per la difesa e non gli eventuali risarcimenti che l’assistito condannato deve pagare alla parte vittoriosa.

Un aspetto interessante riguarda i casi in cui un avvocato nominato d’ufficio non riceve la dovuta retribuzione dal suo cliente. Anche se quest’ultimo non usufruisce del gratuito patrocinio, lo Stato provvederà ad anticipare i compensi spettanti alla difesa, riservandosi il diritto di recuperare la somma versata facendone richiesta all’imputato.

È un modo per garantire sempre un’efficace difesa anche qualora il soggetto in giudizio non paghi il dovuto al legale rappresentante oppure risulti latitante o irreperibile.

 

Chi può essere ammesso al gratuito patrocinio

Al patrocinio a spese dello Stato possono accedere tutti i cittadini italiani che versano in precarie condizioni economiche e anche le seguenti categorie:

  • tutti i cittadini stranieri che, nel momento in cui sorge il fatto scatenante il processo, sono in possesso di regolare permesso di soggiorno sul territorio nazionale;
  • gli apolidi, ovvero le persone che nessuno stato riconosce come propri cittadini; anche in questo caso devono soggiornare regolarmente sul territorio nazionale;
  • enti ed associazioni che non esercitano attività economiche e non perseguono fini a scopo di lucro.

 

Qual è il limite reddituale per ottenere il gratuito patrocinio?

Come abbiamo già sottolineato, un requisito fondamentale per richiedere il patrocinio a spese dello Stato sono le precarie condizioni economiche del soggetto. La legge ha stabilito come il reddito annuo imponibile del richiedente non debba essere superiore a 11.493,82 euro.

È importante conoscere esattamente come viene calcolato tale limite. Per legge, vengono considerati tutti i redditi esenti dall’Irpef o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o imposta sostitutiva.

Nel caso in cui l’interessato sia convivente, con il coniuge o con altri familiari, per il calcolo viene considerata la somma dei redditi dei singoli membri della famiglia, compreso quello del richiedente. Sono inseriti nel totale anche i redditi di chiunque conviva con il soggetto interessato e contribuisca dal punto di vista economico alla vita comune, pur non avendo nessun vincolo di parentela o affinità.

Non vengono considerati i redditi dei familiari che, nonostante risultino a carico del richiedente, non dimorano sotto lo stesso domicilio.

Se nel processo, o nel contenzioso, è coinvolto il coniuge o un familiare, naturalmente il suo reddito non verrà computato per stabilire la soglia di ammissibilità del richiedente il gratuito patrocinio.

I limiti di cui sopra possono essere derogati nel caso vengano commessi atti di violenza o maltrattamenti nei confronti di familiari o conviventi, nonché al verificarsi di atti persecutori o reati commessi a danno di minori.

Le condizioni economiche del soggetto devono rispettare i requisiti previsti dalla legge per tutto l’iter del processo. Se sopraggiungono delle modifiche, la parte ammessa al gratuito patrocinio ha l’obbligo di comunicarle tempestivamente.

 

Dove si presenta la domanda per il gratuito patrocinio

Qualora si desideri fare richiesta per il gratuito patrocinio, è necessario presentare la regolare domanda presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati. La competenza territoriale deve essere scelta in base al:

  • luogo dove ha sede il magistrato che presiede il processo;
  • luogo dove ha sede il magistrato competente in merito, qualora il processo non abbia ancora avuto inizio;
  • luogo in cui a sede il giudice competente nel caso il provvedimento sia stato impugnato ricorrendo a ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato e Corte dei Conti.

 

Come si presenta la domanda per il gratuito patrocinio

La domanda per l’ammissione al gratuito patrocinio deve essere presentata personalmente dal soggetto interessato oppure dall’avvocato che dovrà autentificare la firma del richiedente. I moduli per la richiesta sono disponibili presso la Segreteria del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati e devono essere compilati e presentati con allegata una fotocopia di un documento di identità in corso di validità.

La domanda va presentata in carta semplice con indicato chiaramente:

  • le generalità anagrafiche del richiedente;
  • il codice fiscale del soggetto interessato;
  • i dati anagrafici dell’eventuale coniuge o convivente e di tutti i componenti del nucleo familiare;
  • la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio;
  • una dichiarazione sostitutiva di certificazione che attesti i redditi percepiti durante l’anno precedente alla domanda;
  • l’impegno a dichiarare eventuali variazioni del reddito che comportino il superamento della soglia di ammissibilità;
  • se si tratta di una causa già pendente;
  • la data della prossima udienza;
  • le generalità anagrafiche e la residenza della parte avversa;
  • le ragioni di fatto e diritto utili per poter valutare l’effettiva fondatezza delle pretese da far valere;
  • le prove da allegare in copia. Possono essere documenti, testimonianze, consulenze tecniche e qualsiasi altro elemento da portare in giudizio per avvalorare le pretese del richiedente;
  • la firma autenticata dell’avvocato.

La richiesta deve essere presentata in duplice copia: una rimane al Consiglio dell’Ordine e l’altra viene inviata all’Agenzia delle Entrate per verificare la veridicità del reddito dichiarato con l’autocertificazione.

 

Cosa fa il Consiglio dell’Ordine dopo il deposito della domanda

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, al ricevimento di un’istanza per il gratuito patrocinio, segue un determinato iter che inizia con la valutazione della fondatezza delle pretese da far valere e delle condizioni per l’ammissibilità.

Entro 10 giorni dal deposito della domanda emette uno dei seguenti provvedimenti:

  • accoglimento dell’istanza di gratuito patrocinio;
  • non ammissibilità della domanda;
  • rigetto della domanda.

Infine, il Consiglio dell’Ordine provvede a trasmettere una copia del provvedimento all’interessato, al magistrato competente e all’Agenzia delle Entrate per la verifica dei redditi dichiarati. Nei casi in cui la richiesta è ritenuta inammissibile o venga rigettata, l’interessato può comunque presentarla al giudice competente che deciderà con decreto.

 

Cosa si deve fare dopo il provvedimento di ammissione

Una volta accolta la domanda, il richiedente deve nominare un difensore scegliendolo tra quelli presenti nell’elenco degli avvocati abilitati alla difesa per il gratuito patrocinio. Tali elenchi sono approntati dal Consiglio dell’Ordine del distretto della competente Corte d’Appello.

Il soggetto interessato beneficia fin da subito dell’esenzione da alcune spese sostenute dalla Stato. È bene ricordare che il legale non può, in alcun modo, richiedere somme, anticipi o integrazioni in denaro al proprio cliente ammesso al gratuito patrocinio. In caso contrario scatta un illecito deontologico che comporta delle sanzioni da parte del Consiglio dell’Ordine.

 

Cosa si può fare se la domanda non viene accolta

Come già anticipato, nel caso in cui la domanda non venga accolta, il richiedente può proporre la richiesta di ammissione direttamente al magistrato competente. Il giudice analizzerà l’istanza di gratuito patrocinio e prenderà una decisione tramite decreto.

Nel caso in cui il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati non rispetti le tempistiche e non faccia pervenire in tempi ragionevoli la decisione alla parte interessata, quest’ultima può inviare una nota allo stesso Consiglio dell’Ordine e per conoscenza al Ministero della Giustizia, Dipartimento Affari di Giustizia e Direzione Generale della Giustizia Civile.

 

Che differenza c’è tra il gratuito patrocinio e la difesa d’ufficio?

La difesa d’ufficio è un ordinamento giuridico costituito per garantire a ciascun cittadino un giusta difesa a prescindere dal proprio reddito, qualora lo stesso non abbia provveduto a nominare un proprio legale di fiducia o ne sia rimasto privo.

Il difensore d’ufficio viene scelto di comune accordo dal pubblico ministero con il presidente del tribunale e preso da un elenco di avvocati predisposto dal Consiglio dell’Ordine. Il difensore ha l’obbligo di prestare i suoi servizi e può essere sostituito sono nel caso sopraggiunga un giustificato motivo.

La difesa d’ufficio è riconosciuta solo nei processi penali e in quelli civili che riguardano provvedimenti del tribunale dei minori.

Tutte le spese della difesa sono a carico dell’imputato, salvo che questi non abbia fatto domanda per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato.

 

In cosa consiste l’elenco degli avvocati abilitati al gratuito patrocinio?

Rappresenta l’elenco dei difensori che possono essere scelti nel caso di patrocinio a spese dello Stato. Per fare domanda di ammissione un avvocato deve possedere i seguenti requisiti:

  • attitudine ed esperienza professionale;
  • mancanza di sanzioni di carattere disciplinare;
  • un minimo di due anni d’iscrizione all’Albo degli avvocati.

L’elenco è di pubblico dominio, può essere consultato presso gli uffici giudiziari di ciascuna provincia e viene rinnovato entro il 31 gennaio di ogni anno.

 

Gratuito patrocinio e difesa d’ufficio: il servizio di informazione e consulenza

Nel caso si abbia necessità di avere una consulenza o delle informazioni a proposito del patrocinio a spese dello Stato o sulla difesa d’ufficio, l’articolo 20 della Legge 134/2000 ha istituito un apposito servizio. Recandosi presso ogni consiglio dell’Ordine degli Avvocati è possibile conoscere:

  • i costi dei procedimenti giudiziali;
  • requisiti, modalità e obblighi per l’ammissione al gratuito patrocinio;
  • presupposti, obblighi e modalità per la nomina di un difensore d’ufficio.

 

Conseguenze in caso di false dichiarazioni nella domanda di ammissione al gratuito patrocinio

Tutti gli imputati che vengono ammessi al gratuito patrocinio possono essere soggetti a controlli da parte della Guardia di Finanza che, se necessario, potrà indagare anche presso istituti di credito e agenzie di finanziamento.

Le verifiche hanno lo scopo di appurare la veridicità dei dati dichiarati in fase di presentazione della domanda. Nel caso in cui vengano accertate false od omissive dichiarazioni sull’effettivo reddito o su eventuali aumenti, è prevista una pena detentiva e una sanzione amministrativa che va da un minimo di 309,87 euro ad un massimo 1.549,37 euro. A questo si deve aggiungere il pagamento di tutte le spese per la difesa sostenute dallo Stato.
 

È possibile la revoca del provvedimento di ammissione al gratuito patrocinio?

Ci sono situazioni in cui il soggetto ammesso al patrocinio a spese delle Stato perde ogni diritto, in particolare nei seguenti casi:

  • se durante lo svolgimento del processo si modificano le condizioni reddituali;
  • dopo l’ammissione provvisoria, qualora vengono a cadere i presupposti oppure si accerta che la parte interessata ha agito in sede di giudizio con malafede o colpa grave.

 
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