Ditta individuale o SRL? Vantaggi, svantaggi e confronto tassazione

Prima di iniziare con la lettura di questo articolo, mi permetto di consigliarti di scaricare gratuitamente la mia guida "25 Idee per rendere vincente la tua impresa" che ho preparato per aiutarti a gestire al meglio la tua attività, da un punto di vista fiscale e gestionale.
 

Il primo passo che hai dovuto fare, quando hai deciso di diventare un imprenditore, è stato quello di scegliere la forma giuridica dell’impresa che hai fondato. Sicuramente hai chiesto il parere al tuo commercialista, e, specie per attività medio piccole, ti è stato consigliato, dall'”azzeccagarbugli” di turno, di aprire una ditta individuale, per avere meno adempimenti, una gestione più snella, per sfruttare la contabilità semplificata, ecc.

Difficilmente i commercialisti consigliano la SRL, in primo luogo perchè partono dal presupposto di avere a che fare con il solito idraulico o meccanico di turno, in grado a malapena di compilare correttamente una fattura e, visto i maggiori adempimenti previsti a cura dell’imprenditore che richiede la gestione di una SRL, evitano debitamente di consigliarla, nonostante in molti casi, sarebbe molto più vantaggiosa, sia in termini di tassazione che a livello di rischi patrimoniali per il titolare e i soci.

Ti raccontano che per aprire una SRL devi sottoscrivere almeno 10.000 euro di capitale iniziale, che il loro onorario per la gestione risulterà essere il doppio che per una ditta individuale, che non ti concederanno i fidi, che se vuoi avere dei soci sarebbe più opportuno aprire una SNC o una SAS, ecc.

Tutte informazioni che possono anche essere credibili, specie se non si conoscono bene le opportunità che offrono attualmente le nuove leggi, come ad esempio, la possibilità di aprire una SRL Semplificata con pochi euro e un capitale sociale che può variare da 1 euro a 9.999 euro.

ricco

In questo articolo voglio soffermarmi sulle differenze tra la ditta individuale e la SRL, evidenziando le caratteristiche di ognuna di queste due forme societarie e arrivare a farti capire come scegliere la giusta soluzione per le caratteristiche della tua impresa.

Indice:

 

La ditta individuale

Per l’apertura di una ditta individuale dovrai espletare alcuni adempimenti burocratici, non molti e nemmeno troppo complessi, ma da svolgere con particolare attenzione, specie all’inizio, per evitare errori grossolani che potrebbero causare perdite di tempo e denaro.

Per aprire un’impresa di questo tipo è sufficiente compilare il modulo di inizio attività presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, ed aprire la partiva IVA relativa alle imprese individuali completando il relativo modello.

Puoi fare queste operazioni in maniera totalmente autonoma, recandoti personalmente all’Agenzia delle Entrate o farle fare al tuo commercialista che, data la semplicità di questi adempimenti, non dovrebbe chiederti una cifra esagerata.

Una volta espletate queste due semplici operazioni, alla tua ditta individuale verrà attribuito il tuo numero di partita IVA, da indicare su tutti i documenti che produrrai, sul sito internet e che ti consentirà di emettere e ricevere fatture.

Per completare le formalità previste sarà necessario iscriversi presso il Registro Imprese, all’Inps ed eventualmente all’Inail.

Tutto molto semplice e a basso costo.

 

Vantaggi di una ditta individuale

  • semplice ed economica costituzione con adempimenti minimi per quanto riguarda le formalità da espletare in fase di avvio;
  • non serve un capitale iniziale per la sua apertura;
  • grande autonomia decisionale che deriva dall’assenza di soci, essendo imprenditore individuale, decide tutto da solo, molto più rapidamente e liberamente;
  • non vi è l’obbligo di tenuta dei libri sociali ma soltanto di quelli obbligatori come da normativa fiscale;
  • così come è semplice costituirla, è altresì semplice metterla in liquidazione e chiuderla. E’ sufficiente chiudere la partita IVA e comunicare la cessazione a Inps, Inail e Camera di Commercio.

 

Svantaggi di una ditta individuale

  • responsabilità illimitata del titolare nei confronti di creditori, banche ed erario. L’imprenditore è costretto a rispondere PERSONALMENTE, e con tutto il suo patrimonio personale, alle obbligazioni dell’impresa;
  • tassazione non favorevole, infatti l’aliquota fiscale aumenta proporzionalmente all’aumentare degli utili. Oltretutto non avendo soci, tutto l’utile è imputabile al solo titolare che con un reddito imponibile relativamente basso per un impresa, si trova costretto a subire aliquote fiscali dal 38% al 43%.

 

Società a responsabilità limitata o SRL Semplificata

La prima scelta che dovrai effettuare, una volta deciso di aprire un SRL, è quella di valutare se sia più opportuno optare per la SRL Semplificata (SRLS) oppure per la tradizionale società a responsabilità limitata (SRL).

Per la costituzione di una SRL o di una SRLS sono necessari più adempimenti rispetto alla costituzione di una ditta individuale. Per avviare questo tipo di società occorre:

  • redigere uno statuto e un atto costitutivo  tramite atto pubblico da un notaio;
  • ogni socio, in base alla sua quota, dovrà versare il capitale sociale;
  • aprire la partita IVA
  • aprire una posta elettronica certificata intestata alla società
  • iscrivere la ditta presso il Registro Imprese, gli albi e gli elenchi necessari per l’inizio attività;
  • effettuare l’iscrizione a INPS e INAIL;

Per fare tutte queste operazioni è necessario rivolgersi ad un commercialista o ad una associazione di categoria. E chiaramente, le spese di costituzione di una SRL saranno decisamente superiori rispetto a quelle per la costituzione di una ditta individuale.

Ma se consideriamo invece la SRL Semplificata, è possibile sottolineare come le spese di costituzione e gestione annuale saranno di poco superiori. In particolare, l’unico costo che davvero aumenta in modo sostanziale è l’onorario del commercialista. Vediamo il dettaglio:

DETTAGLIO COSTOSRLSRLS
Spese notarili
€ 1.500
0
Diritti camerali
€ 200
€ 200
Diritti di segreteria + imposta di bollo
€ 155
0
Imposta di registro
€ 200
€ 200
Tasse di concessione governativa per vidimazione libro giornale
€ 309,87
€ 309,87
Capitale sociale minimo
€ 10.000
€ 1
Denuncia inizio attività CCIA
€ 30
€ 30
INPS
€ 3.188 per socio amministratore
€ 3.188 per socio amministratore
INAIL
a seconda
dell’attività svolta
a seconda
dell’attività svolta
Deposito bilancio
€ 200
€ 200
Apertura PEC
€ 5
€ 5
Costo commercialista annuale
€ 2.000
€ 2.000
TOTALE COSTI
17.787,87
6133,87

In particolare la SRL Semplificata, rappresenta un’ottima alternativa alla ditta individuale. Questo tipo di società venne introdotta nel 2012, un periodo di crisi economica, con lo scopo principale di fornire agli imprenditori, svariate agevolazioni fiscali per metterli in condizione di costituire e gestire nuove aziende.

Ecco il motivo dei costi ridotti, dell’annullamento delle spese notarili, vero e proprio ostacolo per chi parte con dei budget minimi, servite ad incentivare gli imprenditori a fondare nuove aziende, beneficiando dei vantaggi previsti dalle società di capitali. Aprire una SRL Semplificata, come puoi vedere costa soltanto 745 euro, un investimento che potrà davvero cambiare, in meglio, la tua vita imprenditoriale e fiscale.

 

Vantaggi di una SRL Semplificata

  • Spese notarili gratuite per la sua costituzione;
  • Altri costi iniziali di costituzione minimi;
  • Capitale sociale minimo di 1 €;
  • Responsabilità limitata al capitale versato. In caso di fallimento o difficoltà economiche il patrimonio dei soci non è a rischio;
  • Tassazione dei redditi in capo alla società;
  • Aliquota fiscale fissa che non aumenta proporzionalmente all’aumentare reddito (IRES al 24%);
  • Possibilità di far entrare nuovi soci vendendo delle quote;
  • Maggiore credibilità della società con fornitori e clienti;
  • Gestione più complessa ma per questo più precisa e con maggior tutela in caso di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza.

 

Svantaggi di una SRL Semplificata

  • Costi più elevati per il commercialista data la maggior complessità degli adempimenti fiscali e per la tenuta contabile;
  • Un capitale sociale troppo basso che non consente di sostenere le spese iniziali per l’attività, sarebbe quindi utile partire con un capitale iniziale che consenta di strutturarsi;
  • I soci non rischiano il patrimonio personale ma, in caso di problemi, sono responsabili civilmente e penalmente per gli eventuali illeciti commessi dalla società;
  • Spese notarili azzerate ma solo se si accetta in tutti i suoi punti l’atto costitutivo, previsto dal ministero per l’economia e finanze, per questo tipo di società. Non è ammessa alcuna modifica al documento standard;
  • Obbligo della contabilità ordinaria;
  • Obbligo di presentazione annuale del bilancio d’esercizio alla camera di commercio;
  • Credibilità ridotta  verso le banche visto il bassissimo (quasi nullo) patrimonio dell’impresa e capitale sociale.

 

Confronto tassazione tra una SRL e una ditta individuale

Prima di parlare della tassazione dei due regimi societari e utile sottolineare che, a livello di tassazione, la società a responsabilità limitata e la società a responsabilità limitata semplificata sono gravate dalle stesse imposte e con le medesime aliquote.

Le agevolazioni di cui beneficiano le SRLS in fase di costituzione non la rendono immune alle tasse e agli adempimenti di una SRL tradizionale.  Per cui da ora parliamo di SRL ma le stesse regole sono valide anche per le SRLS.

 

Imposizione fiscale della ditta individuale

A livello fiscale la ditta individuale non gode di nessuna agevolazione a meno che non si aderisca al regime dei minimi, ma non è di questo che parliamo adesso. Ora consideriamo la ditta individuale tradizionale.

La ditta individuale è gravata dalle seguenti tasse:

  • Irpef: la cui aliquota è direttamente proporzionale agli utili conseguiti;
  • Irap: l’aliquota base è del 3,9% sull’utile se si ha più di un dipendente;
  • Inps:  l’aliquota è diversa per artigiani e commercianti ma è circa del 23% sull’utile.
  • Inail: a seconda del tipo di attività svolta

Le aliquote dell’Irpef aumentano con l’aumentare dello scaglione di reddito e sono le seguenti:

Scaglioni di reddito AliquotaImposta dovuta
Fino a 15.000 €

23%

23% sull’intero reddito
Oltre 15.000 fino a 28.000 €

27%

€ 3.450 + 27% sulla parte eccedente 15.000 €
Oltre 28.000 fino a 55.000 €

38%

€6.960 + 38% sulla parte eccedente 28.000 €
Oltre 55.000 fino a 75.000 €

41%

€17.220 + 41% sulla parte eccedente 55.000 €
Oltre 75.000 €

43%

€25.420 + 43% sulla parte eccedente 75.000 €

Analizzando queste informazioni salta subito all’occhio che, per redditi medio-alti, risulta poco conveniente utilizzare questa forma giuridica, infatti, la tassazione a scaglioni di reddito comporta la probabilità di arrivare a pagare le imposte ad aliquote fino al 43%, aggiungendo a questo, i contributi previdenziali e l’Irap e, considerando anche gli eventuali acconti dovuti, l’imposizione fiscale potrebbe raggiungere un livello elevatissimo (più del 50% del reddito imponibile), spesso anche difficile da onorare.

Voglio farti un esempio pratico relativo all’imposizione fiscale relativa ad una ditta individuale con un solo dipendente e con un utile annuale di € 100.000.

 

Una ditta individuale con un utile  di 100.000 € l’anno pagherà:

  • INPS: (23,5% su 100.000 €) = € 23.500
  • IRPEF (base imponibile = Utile – INPS): (43% su 1.500 € + € 25.420)= € 26.065
  • IRAP: non si paga con un solo dipendente che esplica mansioni di segreteria o meramente esecutive

TOTALE PRELIEVO FISCALE: (23.500 + 26.065) = € 49.565

 

Hai letto bene! 49.565 euro su 100.000 ovvero quasi la metà di quello che hai guadagnato durante l’anno, il che significa lavorare dal 1 gennaio al 30 giugno solo per pagare il fisco. Se ti può consolare, ai 26.065 € di Irpef, potrai eventualmente sottrarre la deduzione per coniuge a carico, figli a carico, dedurre tutte le voci che ti consentiranno di pagare meno Irpef  come le spese mediche, le assicurazioni sulla vita, e quant’altro ma l’imposizione a tuo carico  resterebbe comunque elevatissima. Calcolando poi che in tutti gli altri casi, le ditte individuali, sarebbero anche gravate da IRAP, la cifra si alzerebbe ancora…

 

Imposizione fiscale della SRL

La società a responsabilità limitata viene considerata una persona giuridica a tutti gli effetti e come tale paga direttamente le imposte, e già questo è un grande vantaggio pratico, in quanto gli F24 sono imputabili alla società e non ai soci, evitando giroconti e spostamenti di denaro quando si devono pagare le tasse. Ma anche da un punto di vista delle aliquote, salta subito all’occhio che le SRL paghino l’Ires, anzichè l’Irpef, con un’aliquota fissa al 24%.

Hai capito bene! Aliquota fissa! Questo significa che non dovrai più avere paura di dichiarare un utile troppo alto per finire in uno scaglione di reddito “scomodo“, ma che pagherai un’aliquota piuttosto vantaggiosa per la totalità dei redditi di impresa prodotti nell’anno.

All’Ires dovrai aggiungere anche l’Irap, con le stesse modalità e aliquote della ditta individuale, e l’Inps Artigiani o Commercianti per il socio lavoratore, oppure la gestione separata nel caso di soci amministratori. E’ necessario precisare che i soci non lavoratori (soci di capitale) della SRL, non pagano l’Inps, così almeno sottolineano due sentenze emesse dalla Corte d’Appello di L’Aquila (nn. 752 e 774 del 25.06.2015),  ovvero che i soci della SRL sono obbligati a determinare i contributi INPS gestione Artigiani e Commercianti, solo sulla quota di partecipazione che si riferisce al reddito della SRL per la quale i soci hanno richiesto l’iscrizione come soci lavoratori.

Aggiunge la sentenza che, se il socio di Srl è soltanto socio di capitale e non socio lavoratore, non dovrà pagare i contributi INPS sulla totalità dei redditi provenienti da tutte le quote di partecipazione perché si tratta di redditi di capitale e non di redditi d’impresa.

Torniamo all’esempio relativo all’imposizione fiscale su un utile di € 100.000 e ti mostro cosa succede in una SRL con due soci, un socio operativo e un socio di capitali al 50%.

 

Una SRL con un utile  di 100.000 € l’anno pagherà:

  • IRES: (24% su 100.000)= € 24.000
  • IRAP: (3,9% su 100.000)= € 3.900

Il socio operativo dovrà inoltre pagare l’INPS artigiani o commercianti per la sua quota di utili di impresa:

  • INPS: (23,5% su 50.000 €) = € 11.750

TOTALE PRELIEVO FISCALE= 39.650 €

 

Dobbiamo ancora inserire la tassazione degli utili distribuiti ai soci sui quali è necessario fare alcune precisazioni:

  • Se la partecipazione è non qualificata, ovvero per un importo sul capitale sociale inferiore al 25%, si applica un’imposta sostitutiva del 26% sulla quota di partecipazione agli utili. Ad esempio un socio al 10% di una SRL, per un utile totale di azienda di 100.000 interamente distribuito, sarà gravato da un debito di Irpef calcolato in questo modo: 10% di 100.000 € = 10.000 € sui quali si dovrà calcolare il 26% di Irpef = 2.600 €
  • Se la partecipazione è invece qualificata, ovvero superiore al 25%, quanto percepito andrà a sommarsi, in capo al socio, alla totalità degli altri suoi redditi nella misura del 58,14%. Pertanto, quasi la metà degli utili distribuiti risulta essere detassata, sull’altro 58,14% si dovrà pagare l’Irpef alla relativa aliquota. Nel nostro esempio il socio con 50.000 di utile distribuito, dovrà inserire nella sua dichiarazione dei redditi € 29.070 su cui calcolare l’Irpef in base allo scaglione relativo di reddito.

E’ però utile sottolineare che al reddito indicato in dichiarazione dei redditi come partecipazione agli utili della SRL, dovranno essere dedotti i contributi INPS artigiani e commercianti pagati, nel nostro caso € 11.750 che porteranno tale reddito imponibile a € 15.960.

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Conclusioni

Dopo aver letto tutte le informazioni e analizzato i calcoli relativi alla tassazione delle due realtà hai ancora dei dubbi? Spero proprio di no, è piuttosto evidente che la scelta della SRL, che può sembrare dapprima più costosa e complessa, sul lungo termine, per redditi annuali superiori ai 30.000 euro, può diventare molto più conveniente e sicura.

  • Sicura, perchè una SRL protegge il tuo patrimonio personale da eventuali problemi con il fisco e con Equitalia, nonchè dagli attacchi di eventuali creditori, qualora dovessi affrontare un periodo di crisi e, se non farai la stupidaggine di firmare fidejussioni, anche dalle banche.
  • Conveniente, perchè l’opportunità di avere un’aliquota fissa di imposizione fiscale del 24%, ti consente di non “spaventarti troppo” se i tuoi utili saranno troppo elevati. Non sarai costretto a fare “magheggi” per non raggiungere aliquote assurde e, a livello personale, pagherai le imposte, SOLTANTO per gli utili effettivamente distribuiti, non come in una società di persone o una ditta individuale che tassano anche gli utili rimasti in azienda.

Ma la cosa più vantaggiosa e favorevole della SRL, a livello fiscale, è rappresentata dal fatto che questo tipo di aziende sono considerate delle vere e proprie “persone giuridiche” e come tali, tassate direttamente dal fisco, in quanto rappresentato una realtà a se stante, separata dai soci che la gestiscono.

Va da sè che tra più soggetti, persone fisiche (i soci) e persona giuridica (l’azienda), potrai decidere quanto utile distribuire all’uno e agli altri per evitare che il socio paghi aliquote assurde, potrai inserire soltanto soci di capitale, che non pagheranno INPS, soci non qualificati che pagheranno soltanto un’imposta sostitutiva del 26% sull’utile distribuito, ecc.

Le operazioni che si possono fare per abbassare il carico fiscale, tra la società e i soci, sono davvero infinite e, se gestite in modo appropriato, possono portare a risparmi di migliaia di euro ogni anno, ripartendo in modo accurato i compensi agli amministratori, i rimborsi e gli utili distribuiti.

Un altro aspetto da non trascurare, è l’impressione che susciti nelle persone, che potrebbero anche diventare tuoi potenziali clienti, o nelle banche, quando ti presenti come SRL piuttosto che come TIRABOLLI PUSCEDDU di Calogero Pusceddu.

Il titolare di una SRL viene preso maggiormente sul serio, perchè per gestire una società di capitali non puoi essere il classico operaio che si mette in proprio perchè ha quattro soldi da parte, ma devi avere delle specifiche competenze anche di gestione aziendale.

Può sembrarti una stupidaggine, ma anche la prima impressione che dai di te alle persone che ti contattano, specie i potenziali clienti, può davvero fare la differenza e, il titolare di una SRL, da l’impressione di uno più “in gamba” rispetto al classico lavoratore in proprio.

Un altro vantaggio incredibile che puoi avere da un punto di vista fiscale è quello relativo alle compensazioni dei crediti fiscali, infatti, capita molto soventemente che una ditta che lavora per l’estero, si trovi con dei crediti IVA piuttosto elevati, migliaia di euro l’anno, specie per chi acquista in Italia pagando l’IVA ai fornitori, e vende o fa servizi per l’estero, fatturando senza IVA.

Nelle società di persone, il credito IVA può essere compensato soltanto con l’Irap, l’Inail e con le ritenute d’acconto. Un po’ pochino se si considera che gli esborsi più alti (Inps e Irpef) sono in capo direttamente al titolare dell’azienda e non alla società e quindi non esiste la possibilità di compensarli con il credito IVA maturato.

I titolari di snc o sas, si trovano spesso, nella assurda posizione di essere gravati personalmente da elevati debiti di Irpef e Inps in capo a loro, ed avere un credito IVA in capo alla società. Come sai, non è possibile compensare un debito imputabile al socio con un credito della società e ci si trova costretti a salassarsi per pagare le tasse nonostante il credito IVA, che resta lì, mentre l’imprenditore utilizza il fido per evitarsi cartelle esattoriali e sanzioni.

Una situazione assurda e paradossale, che con una SRL non si verificherebbe, in quanto il credito IVA può essere compensato senza problemi con l’IRES, annullando spesso il debito fiscale in capo all’azienda.

Riguardo ai costi e tempi di gestione devo però, dar ragione a chi lamenta il fatto che la SRL sia più cara e che richieda maggiori competenze e più tempo per essere gestita.

E’ la verità! Gestire una SRL significa doversi cimentare con la “partita doppia“, con la contabilità ordinaria, con una gestione oculata di costi e ricavi, non si potrà più utilizzare il conto della ditta per comprare il culatello per la cena e, soprattutto, il commercialista ti presenterà delle parcelle decisamente più salate.

Ma è il prezzo che si deve pagare per avere finalmente un’azienda che può essere considerata come tale e di conseguenza gestita come un’azienda, e non in modo “promiscuo” come si fa con le ditte individuali o con le società di persone. Ogni movimento del conto corrente di una SRL dovrà avere un giustificativo, ogni fattura dovrà essere contabilizzata e saldata, il bilancio dovrà essere redatto e approvato dagli amministratori secondo determinate regole che consentono ai titolari di valutare attentamente, ogni anno, la situazione precisa dell’azienda. Questo consente un maggior controllo e la prevenzione di eventuali anomalie o problemi che potrebbero aver luogo in futuro.

Troppo spesso le ditte individuali e le società di persone, affondano, senza nemmeno rendersene conto, visto la non necessaria compilazione e presentazione del bilancio e una gestione “casalinga” dell’impresa.

I costi per il commercialista più elevati e il maggior tempo impiegato per la sua amministrazione, si ripagheranno molto presto con un notevole risparmio fiscale, ma soprattutto con una gestione “trasparente” che ti consentirà di fare le cose giuste al momento giusto, evitando investimenti sbagliati e mettendoti anche al riparo da eventuali controlli della Guardia di Finanza, che in una contabilità ordinaria ben gestita, avrà molte più difficoltà nel contestare le operazioni, specie se tutto è documentato e registrato.

E’ consigliabile, invece, per volumi d’affari inferiori ai 30.000 €, sfruttare le “libertà” e i costi di gestione contenuti della ditta individuale, specie se esiste la possibilità di aderire al “Regime dei Minimi“. Con quei volumi d’affari, senza grossi problemi, sfruttando al meglio le deduzioni e le detrazioni si può arrivare a pagare tasse bassissime con costi di gestione minimi.

Ma è anche vero che se ti accontenti di guadagnare meno di 30.000 euro l’anno con la tua impresa… beh forse è il caso di chiederti se davvero vuoi essere un imprenditore oppure non ti convenga farti assumere e accontentarti del posto fisso

 

 

 

 

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27 Comments
gisa

gennaio 12, 2017 @ 06:10

Reply

Articolo ben fatto, complimenti.
Capillare ed esaustivo, ora so come procedere, Srls.
Consiglio di leggero a tutti i dubbiosi futuri imprenditori.
Gisa

anna maria berruti

gennaio 30, 2017 @ 11:53

Reply

complimenti articolo molto completo ed esaustivo molto bravo manca però la data e mi pare che l’indicazione dell’aliquota inps non sia più corretta.
anna maria

Omar Cecchelani

gennaio 30, 2017 @ 15:21

Reply

Salve Anna Maria, ho preso un’aliquota di riferimento che fosse a metà tra l’aliquota artigiani 23,10% e 24,10 per i redditi oltre i 46.123 e quella dei commercianti che varia tra il 23,19% e il 24,19% per i redditi oltre i 46,123. Mettere 23,5 è stata una scelta di comodo per trovare una percentuale che fosse a metà tra le due aliquote e che rendesse il calcolo un po’ più semplice. Non sono infatti pochi decimali che spostano il ragionamento e il senso dell’articolo… Grazie per il suo commento e per l’apprezzamento

Angela

gennaio 31, 2017 @ 13:47

Reply

Articolo esaustivo e comprensibile.
Complimenti

Fabio

febbraio 1, 2017 @ 23:19

Reply

Complimenti Omar, chiaro e semplice nel linguaggio.
Mi hai convinto!
Dopo aver letto l’articolo ho deciso di aprire una SRL e di abbandonare la P.IVA personale. Ti farò sapere a fine anno come andranno gli affari.
Pensa che ho dovuto anche convincere la mia commercialista che mi scoraggiava per paura degli alti costi di gestione…

aurelio

febbraio 19, 2017 @ 14:35

Reply

Salve, complimenti per l’articolo, ma ho qualche dubbio… 1, la tassazione nel caso di socio non qualificato non è del 26%? mentre nell’articolo riporta 12,5%… Inps per socio non qualificato da discutere perchè verranno a bussare comunque, vista l’ingordigia…
2. Se l’utile della srl viene tassato (dal 2017 al 24%), l’utile effettivamente distribuito non è 50.000 su cui sono stati fatti i calcoli irpef, ma dovrebbe essere 100.000 meno ires e irap è uguale a 68.600 ,diviso i due soci totale 34.300, per il socio qualificato imponibile al 49,72% (di 34.300)= 17.053 – inps 11.750= 5.303 su cui pagare il 23% di irpef.
Sto sbagliando qualcosa??

fabio ferri

marzo 19, 2017 @ 15:00

Reply

una cosa che non ho letto, o mi è sfuggito, ma la SRLS può essere costituita solo da individui con meno di 35 anni?

Danilo

marzo 22, 2017 @ 15:40

Reply

Complimenti per l’articolo.
Ti faccio una domanda: io sono un ingegnere libero professionista che lavora molto come consulente. Mi trovo spesso a fare piccole fatture con ritenuta d’acconto (con tutte le difficoltà che questo comporta) e a prendere alcuni lavori che non sono sicuro di poter prendere come ingegnere.
Sto valutando se affiancare alla mia attività di ingegnere una srl unipersonale. Dovrei inscrivermi alla gestione separata inps? considerando un fatturato superiore ai 40.000 €, credi che mi possa convenire?

grazie

PINO

marzo 31, 2017 @ 10:47

Reply

Semplice e chiaro. Mi ha chiarito molti dubbi. COmplimenti

samuele

aprile 2, 2017 @ 19:39

Reply

le considerazioni sul limite oltre il quale “conviene” optare per la srls (trentamila euro) non mi convincono molto. Mi sono oltretutto consultato con 2 commercialisti esperti nella mia città,
e mi hanno dissuaso completamente da creare una srls ,per i costi rilevanti degli onorari e per l’impegno molto maggiore nella gestione dell’attività, e anche per la mancanza di un effettivo risparmio fiscale. la mia situazione attuale è quella di un regime dei minimi già da alcuni mesi in media “sforamento”, però non ostante tutto non credo che attualmente potrei arrivare, almeno inizialmente, anche sviluppando ulteriore lavoro lasciato per ora in sospeso, oltre i 45- 50mila euro annui.
considerando che l’attività viene svolta dal proprio domicilio usato in modo promiscuo, e l’assenza di vere e proprie spese – oneri deducibili , in quanto attività che viene svolta interamente on line , con spese quindi quasi nulle, se si escludono le utenze (50%) e pochissimo altro, considerando che si paga l’ires 27,5 % è vero, ma poi anche le imposte sui dividendi, insomma secondo l’ultimo commercialista che ho interpellato, guadagno di piu e pago meno tasse cercando, paradossalmente, di lavorare meno e mantenermi sotto i 30 mila annui nel regime forfetario, piuttosto che incassare 50 mila con una srls.
Io al momento ho preso per buono quello che mi ha detto, secondo il suo giudizio, potrei aver fatto male??
Grazie

Omar Cecchelani

aprile 13, 2017 @ 07:53

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Buongiorno Samuele, apprezzo molto la sua domanda e le sue considerazioni in quanto molto precise e dettagliate. Purtroppo, il problema della sua situazione, ovvero un’attività svolta da casa senza costi reali, se non la cancelleria e le utenze, è molto frequente, specie con la diffusione dei lavori sul web (in fondo siamo sulla stessa barca). E’ giusto il ragionamento del suo commercialista, con la forfettaria, mantenendo i 30mila annui avrebbe probabilmente più utile (dopo le imposte e i contributi) che con una srls con 50mila di fatturato annui. Non mi metto a fare i calcoli ma a occhio siamo lì… Purtroppo però le altre soluzioni sarebbero la ditta individuale e le società di persone che a conti fatti sono ancora più tartassate quindi si cerca di dirigersi verso il male minore che probabilmente, nel suo caso, come le ha consigliato il consulente è quello di restare sui 30mila con la forfettaria, almeno per i primi 5 anni di attività in cui avrà la tassazione al 5%

RAFFAELLA

giugno 14, 2017 @ 09:32

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COMPLIMENTI IO HO UNA SAS DA CIRCA 30 ANNI MA VORREI TRASFORMARLA IN SRL
IL MIO COMMERCIALISTA NON HA MAI VOLUTO PER IL COSTO E LA GESTIONE, MA NOI SIAMO GIA IN PARTITA DOPPIA SI VIVIAMO DI QUESTA ATTIVITA’, QUINDI FACCIAMO I PRELIEVI CONTO UTILE COSA CHE NON SI POTRA’ FARE .
MA ADESSO MOI IMPUNTERO’
GRAZIE MILLE

Andrea

giugno 17, 2017 @ 11:10

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Bravissimo, molto esaustivo e preciso.
Grazie

Franco

giugno 21, 2017 @ 07:16

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Molto interessante e curato.

Mauro Nonnis

luglio 13, 2017 @ 12:20

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Articolo illuminante, complimenti. Un solo dubbio: nel caso di socio lavoratore che non percepisce compensi come amministratore ne dividendi (il 100% dell’utile viene reinvestito) si è tenuti comunque al versamento dei contributi INPS?

MARIA LAURA CALDERER

agosto 11, 2017 @ 18:27

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Complimenti, articolo esaustivo, chiaro, comprensibile ed efficace.
Uno dei migliori che abbia trovato.
Se persone così scrivessero le leggi e le regolamentazioni sarebbe magnifico, questa chiarezza di espressione è davvero impagabile.
Grazie

Magevola

agosto 24, 2017 @ 08:47

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Salve,
intanto faccio i complimenti per l’ottimo articolo scritto, vorrei inoltre chiederli un consiglio.
Dovrei acquistare un minimarket, è un’attività già ben avviata. Ho sentito più commercialisti ma con pareri discordanti, c’è chi mi consiglia la ditta individuale chi invece l’srl. Non so proprio quale forma di società costituire. Grazie in anticipo.

Francesco

settembre 9, 2017 @ 07:05

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Buongiorno,
ho letto con interesse l’articolo in quanto sto valutando appunto di aprire una srl. Attualmente ho una ditta individuale che acquista molto dall’estero (software nella fattispecie). Ovviamente ai miei acquisti non viene applicata IVA che comunque devo versare al 22%. “Una situazione assurda e paradossale, che con una SRL non si verificherebbe, in quanto il credito IVA può essere compensato senza problemi con l’IRES, annullando spesso il debito fiscale in capo all’azienda.”
Il commercialista mi ha detto che sia con ditta che con SRL questa IVA deve essere per forza versata allo stato. Mi potrebbe spiegare l’affermazione sopra citata?
La ringrazio tanto

Rosario

ottobre 6, 2017 @ 00:11

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L’articolo mi ha lasciato diverse perplessità. Nel merito avrei fatto il confronto tra ditta individuale e srl con socio unico invece che con 2 soci per mantenere coerente il paragone di imposizione fiscale. Inoltre non si fa menzione del fatto che i dividendi vengono resi disponibili solo una volta l’anno, pertanto per accedere a degli utili è verosimile doversi inquadrare come amministratore e in quel caso subire le stesse imposizioni sul reddito della ditta individuale, peraltro dovendo aliquotare correttamente compenso e utile d’impresa. In definitiva se si è un singolo professionista o autonomo con 1 solo dipendente considerando i costi di gestione e quanto scritto sopra, mi sembra azzardato suggerire l’srl a redditi di 30.000-50.000 euro…

Dario Tomasello

ottobre 8, 2017 @ 21:10

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Davvero complimenti. Stranamente mi stanno iniziando a piacere questi argomenti spesso tralasciati o affidati solo nelle mani di commercialisti poco informati.

Omar Cecchelani

ottobre 9, 2017 @ 07:18

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Sono contento, è importante curare la gestione fiscale e finanziaria della propria azienda… Grazie ancora

walter

ottobre 13, 2017 @ 19:30

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Salve complimenti per l’articolo. Avrei una domanda…voglio fare una società io al 99 ed il socio che ha già una ditta individuale da elettricista all’1,è possibile? Il motivo è l’abilitazione.Se si ci conviene una snc o srls. Lui l’inps lo dovrà pagare o no , visto che già lo paga nella sua ditta? Grazie anticipatamente

Francesco

ottobre 29, 2017 @ 21:07

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È il mio stesso dubbio…io vorrei aprire una srls con io al 99% e due ragazze allo 0,5% l’una.
Così si potrebbe fare? Essendo io un non lavoratore ma solo azionista della società ,poi non devo pagarci le mie tasse? Gli utili per pagare i soci anche mensilmente si possono prelevare?
Infinitamente grazie.

max

novembre 5, 2017 @ 20:24

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bella affermazione da stronzi dire se decidi di guadagnare meno di 30 mila l’anno, ti conviene farti assumere… Da chi???
È lo Stato che ci vuole partite iva in persona… Siamo il suo bancomat

luigi

dicembre 8, 2017 @ 08:27

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salve sono luigi vorrei sapere se si puo’ conferire una ditta individuale con collaboratrice familiare al 49% in una srls da costituire e se puo’ beneficiare del credito d’imposta.

DANIELA

gennaio 25, 2018 @ 10:32

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COMPLIMENTI PER LA CHIAREZZA, E LA SCHEMATIZZAZIONE . aRTICOLO UTILISSIMO A LIVELLO PRATICO

Junior Nelson

luglio 6, 2018 @ 23:32

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wow, davvero un bell’articolo, complimenti, mi avete chiarito parecchi dubbi.
penso che aprirò la mia srl, vi farò sapere tra un’anno com’è andata!

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